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  • Alcune notti fa, mentre camminavo sul ponte dell’Aquarius per controllare i pazienti, mi sono fermato a parlare con alcuni ragazzi nigeriani a bordo. Puntavano il dito e lo sguardo a un bagliore all’orizzonte, curiosi di sapere se stessimo raggiungendo l’Europa e sul motivo della nostra sosta così prolungata. Gli ho mostrato sul mio telefono la nostra posizione sulla mappa, eravamo bloccati tra la Sicilia e Malta. Puntando lo sguardo a nord dalla prua potevamo vedere le tenui luci dell’Italia.

  • Nel campo di Kutupalong in Bangladesh, abbiamo aperto un nuovo reparto di maternità. In questo periodo, su dieci letti occupati, quattro accolgono donne Rohingya che hanno subito violenze sessuali. Nella struttura, costruita per resistere alla stagione delle piogge, ci sono stanze private per le neo-mamme che potranno essere assistite senza il rischio che qualcuno le identifichi o ascolti ciò che dicono.

  • Abbiamo avviato la vaccinazione contro l’Ebola per gli operatori che lavorano in prima linea a Bikoro, Provincia dell’Equatore, in Repubblica Democratica del Congo, dove nelle ultime settimane stiamo collaborando con il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il contenimento dell’epidemia.

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20 Aprile 2018

Dal 1 aprile, le nostre équipe a Gaza hanno fornito cure post-operatorie a più di 500 persone ferite dagli scontri durante le manifestazioni per la “Marcia del Ritorno”.

19 Aprile 2018

Abbiamo aperto un nuovo ospedale nel cuore del grande campo di Kutupalong-Balukhali dove hanno trovato riparo circa 700.000 rifugiati Rohingya in Bangladesh. Si trova facilmente perché sorge su una delle tante colline che formano il paesaggio di Cox's Bazar e per questo è stato chiamato "L'ospedale sulla collina".

18 Aprile 2018

 

Com’è la situazione attualmente in Yemen?

17 Aprile 2018

In meno di un mese, quasi 60.000* persone sono sfollate dalla Ghouta orientale verso il nord ovest della Siria. Molti di loro sono uomini, donne e bambini feriti o malati, tutti bisognosi di cure mediche.

16 Aprile 2018

L'Assemblea Generale dei soci, cuore della vita associativa della nostra organizzazione, ha eletto ieri il nuovo Consiglio Direttivo. Ad assumere la carica di presidente di MSF Italia è la dott.ssa Claudia Lodesani, che prende il posto di Loris De Filippi, il cui mandato, durato sei anni, è giunto a naturale conclusione.

5 Aprile 2018
Il 30 marzo migliaia di palestinesi hanno partecipato alla cosiddetta “Marcia del Ritorno” nella Striscia di Gaza. Secondo i dati del Ministero della Salute, in un solo giorno sono state ferite 1.415 persone, in maggioranza uomini in giovane età, di cui 758 colpiti da armi da fuoco dell’esercito israeliano. Tutti i feriti sono stati assistiti nelle strutture del Ministero della Salute. 
 
4 Aprile 2018

In Siria nord-orientale il numero di persone ferite da mine, trappole esplosive e bombe inesplose è raddoppiato tra novembre 2017 e marzo 2018. La metà delle vittime sono bambini, alcuni anche di un anno.

3 Aprile 2018

Dolore, rabbia, paura, gioia e speranza, cinque emozioni che accomunano tutti gli esseri umani e che ogni giorno provano sia i pazienti e i nostri operatori umanitari nei contesti di crisi di oltre 70 paesi, sia ogni singolo individuo in qualunque ambito della società. Le emozioni sono il cuore di #Umani, la nuova campagna diffusa in concomitanza con i 25 anni di MSF in Italia.

1 Aprile 2018

Ieri, sabato 30 marzo alle 10.32, il Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) di Roma ha allertato la nave Aquarius – gestita in collaborazione da Medici Senza Frontiere (MSF) e SOS Mediterranee – e la Guardia costiera libica, di un gommone in difficoltà con a bordo circa 120 persone, in acque internazionali a 23-24 miglia nautiche dalla costa libica.

29 Marzo 2018

Nella Striscia di Gaza la situazione socioeconomica si sta deteriorando sia per il blocco in vigore ormai da 10 anni imposto da Israele che per le conseguenze del conflitto interno tra le divisioni palestinesi. Più della metà della popolazione è disoccupata, l'elettricità è limitata a poche ore al giorno, l'acqua non è potabile e i movimenti dentro e fuori la Striscia sono estremamente limitati, per cui le persone non possono accedere a cure mediche specialistiche.

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