Ogni anno milioni di contribuenti italiani possono destinare una quota dell’IRPEF già versata a enti del terzo settore, della ricerca, dello sport e della cultura. Si chiama 5×1000: uno strumento gratuito, facoltativo e di grande impatto sociale.
In questa guida trovi l’elenco aggiornato delle categorie di beneficiari del 5×1000 2026, come funziona la scelta, a chi puoi donare il tuo contributo e perché vale la pena non lasciare quella casella in bianco.
Le categorie di beneficiari del 5 per mille 2026
I beneficiari del 5×1000 sono suddivisi per legge in categorie distinte, ciascuna con la propria casella nella dichiarazione dei redditi. Ecco una panoramica completa.
- Organizzazioni di volontariato
- Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS — tra cui Medici Senza Frontiere (CF: 970 961 20 585).
Enti di ricerca scientifica e università
- Università pubbliche e private riconosciute.
- Enti pubblici di ricerca scientifica e tecnologica (CNR, INFN, INAF…).
- Fondazioni universitarie e istituti di ricerca privati riconosciuti.
Enti di ricerca sanitaria
- IRCCS e altri istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.
- Istituto Superiore di Sanità e enti equiparati.
Attività culturali e beni paesaggistici
- Enti che promuovono e valorizzano beni culturali e paesaggistici.
- Musei, fondazioni culturali, enti lirici e teatrali riconosciuti.
Enti gestori di aree protette e comuni
- Enti gestori di aree naturali protette.
- Il proprio Comune di residenza, per attività sociali.
Associazioni sportive dilettantistiche
- ASD regolarmente iscritte al registro del CONI, per attività sportive dilettantistiche.
Come funziona il 5 per mille: le basi
Il 5×1000 non è una tassa aggiuntiva: è una quota dell’IRPEF che hai già versato e che puoi scegliere di destinare a un ente specifico. La scelta è completamente gratuita e non riduce il tuo rimborso fiscale.
L’Agenzia delle Entrate pubblica ogni anno l’elenco ufficiale aggiornato degli enti ammessi, consultabile sul sito agenziaentrate.gov.it.
Tutti gli enti beneficiari del 5×1000 sono tenuti a documentare come vengono utilizzate le somme che hanno ricevuto attraverso il 5×1000 delle persone che li hanno scelti. Per Medici Senza Frontiere il 5×1000 è uno dei principali canali di raccolta fondi ed è interamente destinato ai nostri progetti.
5×1000: come donare
In caso in cui il contribuente non compili l’apposita sezione del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi, questa quota delle sue tasse andrà interamente allo Stato. Se invece si vuole donare il 5×1000 a una specifica organizzazione di volontariato, associazione o ente di ricerca che sia iscritta nello specifico elenco. Farlo è molto semplice.
Basta compilare il modulo 730, la Certificazione Unica oppure il Modello Redditi (ex Unico), firmare nel riquadro “SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE ISCRITTI NEL RUNT” e inserire il codice fiscale dell’organizzazione che si intende sostenere.
Ad esempio, per donare il 5×1000 a Medici Senza Frontiere, il codice fiscale da ricordare e inserire è 970 961 205 85.
Anche chi non presenta la dichiarazione dei redditi può comunque fare questa scelta: basta utilizzare la scheda integrativa allegata alla Certificazione Unica, inserirla in busta chiusa e scrivere sopra “Scelta per la destinazione del 5×1000 dell’IRPEF”.
Come scegliere il beneficiario: criteri e consigli
La scelta del beneficiario è personale. Puoi valutare la mission dell’organizzazione, la trasparenza nella rendicontazione dei fondi ricevuti, i risultati concreti raggiunti e la reputazione dell’ente.
Puoi cambiare beneficiario ogni anno: la scelta non è vincolante per gli anni successivi.
Il tetto massimo del 5 per mille: cosa sapere
Negli anni passati diverse grandi organizzazioni del terzo settore si sono battute per eliminare il tetto massimo alle risorse erogabili tramite il 5×1000. La richiesta era di rendere lo strumento pienamente proporzionale alle scelte dei contribuenti, senza limiti di importo complessivo. Ad oggi il meccanismo non prevede un tetto fisso per singolo ente, ma è soggetto alle disponibilità complessive dello stanziamento annuale.
Perché scegliere Medici Senza Frontiere
Medici Senza Frontiere è presente in oltre 70 paesi con interventi medico-umanitari d’emergenza. In Italia, il 100% dei fondi raccolti proviene da donatori privati: una garanzia di indipendenza assoluta da interessi politici, economici o religiosi. Il tuo 5×1000 permette a MSF di pianificare interventi a lungo termine, garantire la presenza di personale medico qualificato e rispondere alle crisi entro 48 ore.
Nel 2025 MSF è stata scelta da 195.860 contribuenti, ricevendo oltre 7,7 milioni, sostenendo 4 interventi umanitari tra emergenze e progetti pluriennali.
Codice fiscale MSF per il 5×1000: 970 961 20 585
Domande frequenti sui beneficiari del 5×1000
Posso cambiare beneficiario ogni anno?
Sì. La scelta del beneficiario si rinnova ogni anno con la dichiarazione dei redditi. Non sei vincolato alla scelta effettuata l’anno precedente.
Come faccio a verificare se un’associazione è nell’elenco?
Puoi consultare l’elenco ufficiale sul sito dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it). Gli enti ammessi vengono pubblicati ogni anno in un elenco definitivo aggiornato, con il numero di preferenze ricevute e l’importo totale destinato.
Cosa succede se non scelgo nessun beneficiario?
Se non apponi né la firma né il codice fiscale, la quota del tuo 5×1000 va automaticamente allo Stato. Se invece firmi senza indicare un codice fiscale, la quota viene redistribuita proporzionalmente tra gli enti della stessa categoria che hanno ricevuto preferenze.
Posso donare a più beneficiari contemporaneamente?
No. Per ogni categoria puoi scegliere un solo beneficiario. Tuttavia, puoi indicare enti diversi per ciascuna delle caselle disponibili (es. un’associazione nella casella del volontariato e un ente di ricerca nell’apposita casella).
Quando viene aggiornato l’elenco ufficiale dei beneficiari?
L’elenco definitivo viene pubblicato dall’Agenzia delle Entrate generalmente entro la fine dell’anno fiscale di riferimento, con aggiornamenti intermedi durante la stagione dichiarativa (aprile–luglio).