Sud Sudan, MSF: “Le restrizioni sui movimenti mettono a rischio vite”

Sud Sudan, MSF: “Le restrizioni sui movimenti mettono a rischio vite”

Bloccato il trasferimento di 20 pazienti in condizioni critiche nello stato di Jonglei.

Chiediamo un accesso umanitario senza ostacoli

Il nostro team avverte che le restrizioni in atto sui movimenti umanitari in alcune zone dello stato di Jonglei, nel Sud Sudan, stanno bloccando il trasferimento di almeno 20 pazienti in condizioni critiche che necessitano di cure specialistiche urgenti, mettendo a rischio la loro vita. Qualsiasi ritardo nel trasferimento aggrava il rischio di morte o di invalidità permanente per i pazienti che non possono essere curati a livello locale.

Dal 30 dicembre 2025, queste restrizioni hanno limitato in modo significativo la fornitura di servizi sanitari essenziali alle comunità colpite dal conflitto e hanno reso impossibile la consegna delle forniture mediche di prima necessità al nostro ospedale a Lankien e al centro per cure primarie a Pieri.

Nelle zone colpite dal conflitto e dagli sfollamenti aumentano i bisogni umanitari, mentre l’interruzione dei servizi sanitari aumenta i rischi per le popolazioni vulnerabili, tra cui bambini, donne incinte e persone affette da malattie croniche o potenzialmente letali.

Ogni giorno vengono messe a rischio delle vite perché i pazienti in condizioni critiche non possono essere trasferiti per ricevere le cure di cui hanno urgentemente bisogno. Il trasferimento dei pazienti non è una procedura opzionale o amministrativa, ma un intervento salvavita. MSF chiede che venga garantito un accesso umanitario senza ostacoli, compresi voli regolari verso lo stato di Jonglei, per consentire il trasferimento tempestivo di tutti i pazienti in condizioni critiche, la consegna di forniture mediche essenziali e la rotazione del personale. Gul Badshah responsabile delle operazioni MSF in Sud Sudan

È necessario un’accesso umanitaria continuativo

Ad oggi, le organizzazioni umanitarie in azione in Sud Sudan non sono state in grado di garantire un accesso continuo e regolare all’assistenza umanitaria in alcune zone dello stato di Jonglei. L’assenza di una presenza umanitaria sta contribuendo al deterioramento delle condizioni sanitarie e all’aumento della morbilità e della mortalità prevenibili.

Le strutture sanitarie supportate da MSF stanno già affrontando gravi interruzioni dei servizi: a Lankien e Pieri, siamo in grado di offrire solo cure salvavita e di emergenza. Prima delle restrizioni di accesso, MSF riceveva 1.000 pazienti a Lankien e 700 a Pieri ogni settimana. Le due strutture hanno un bacino di utenza che si aggira intorno alle 250 mila persone. G. Badshah

L’insicurezza ha anche portato allo sfollamento della popolazione, con un numero imprecisato di persone in fuga verso zone remote per sfuggire a bombardamenti aerei e a combattimenti.

Alcuni sono tornati, ma molti, in particolare donne e bambini, rimangono sfollati e senza accesso all’assistenza sanitaria di base. Il persistere delle difficoltà di accesso rischia di aggravare la situazione, indebolire i meccanismi di risposta delle comunità e mettere ulteriormente a dura prova le limitate capacità sanitarie locali.

Il 31 dicembre siamo stati costretti a evacuare parte dello staff dall’ospedale di Lankien che attualmente è in grado di offrire solo cure salvavita e di emergenza.

Il nostro operato in Sud Sudan

La nostra équipe è presente nell’attuale Sud Sudan dal 1983 e rimane uno dei principali attori umanitari in campo sanitario nel Paese, operando attualmente in 6 stati e 2 aree amministrative.

Nel 2025 abbiamo:

  • fornito oltre 830.000 visite ambulatoriali,
  • garantito assistenza ospedaliera a oltre 93.000 pazienti, compresi 12.000 interventi chirurgici,
  • effettuato screening per malnutrizione a 107.000 bambini,
  • fornito regolarmente servizi di trasferimento urgente in tutto il Paese.

Un accesso umanitario regolare e continuativo è essenziale per mantenere cure salvavita e prevenire un ulteriore deterioramento delle condizioni di salute delle comunità nello stato di Jonglei.