I nostri team in Libano stanno assistendo a grandi flussi di sfollati, ingorghi stradali e persone che scappano con pochi effetti personali, cercando disperatamente un posto sicuro.
Sembrava tutto come 1 anno e 3 mesi fa: persone in fuga sotto la minaccia del fuoco, mentre si sentivano esplosioni molto forti, sirene e persone che urlavano. Ancora una volta, ci ritroviamo ad assistere a questo ciclo infinito di sofferenza per i civili e le persone che cercano semplicemente di vivere la loro vita quotidiana”. Maryam Srour responsabile della comunicazione di MSF in Libano
Sebbene gli attacchi aerei israeliani siano continuati negli ultimi 15 mesi, nonostante l’accordo di cessate il fuoco raggiunto nel novembre 2024, questa escalation segna la fase più intensa da allora, e mette a dura prova i civili che hanno già vissuto diversi periodi di insicurezza e sfollamento.
Le nostre équipe si stanno mobilitando per adattare le attività e valutare come rispondere ai bisogni degli sfollati, garantendo allo stesso tempo la continuità dei progetti regolari. Siamo in contatto con le autorità per fornire ulteriore supporto dove necessario.
Mi sono svegliata alle 3 del mattino di lunedì 2 marzo a causa dei suoni agghiaccianti a cui spero nessuno si abitui mai. È apparso subito chiaro che le forze israeliane avessero colpito il sobborgo densamente popolato di Beirut dove io e migliaia di altri civili viviamo. Mentre eravamo per strada, abbiamo ricevuto la notizia che 53 città e villaggi nel sud del Libano avevano ricevuto avvertimenti, o i cosiddetti ordini di evacuazione, da parte delle forze israeliane. Parlare di 53 città significa coinvolgere migliaia e migliaia di famiglie, compresa la mia”. Maryam Srour responsabile della comunicazione di MSF in Libano