Gaza, MSF su archiviazione inchieste: “Questa non è giustizia”

Gaza, MSF su archiviazione inchieste: “Questa non è giustizia”

Medici Senza Frontiere condanna con fermezza la decisione dell’Avvocatura Generale Militare israeliana di archiviare, senza aprire alcuna indagine penale, i casi presentati da MSF per una revisione.

L’archiviazione riguarda le inchieste sui numerosi attacchi contro un convoglio MSF avvenuti a Gaza City nel novembre 2023, che hanno causato la morte di 2 persone, e l’attacco del febbraio 2024 contro un alloggio MSF a Khan Younis, che ha ucciso 2 persone e ne ha ferite altre 6.

Una decisione che non sorprende

Le risposte delle autorità arrivano quasi 2 anni dopo la richiesta di revisione che abbiamo presentato, a cui è seguito un ricorso presso l’Alta Corte di Giustizia israeliana per contestare la mancata risposta alle richieste formali della nostra organizzazione.

Questa non è giustizia. 2 anni di silenzio, seguiti da archiviazioni che sollevano più interrogativi di quanti ne risolvano, sono inaccettabili. Tuttavia, rappresentano l’esito prevedibile di un apparato militare che indaga su sé stesso: un sistema che ha dimostrato di non essere disposto a rispondere alla portata delle violazioni che potrebbero configurare crimini di guerra commessi a Gaza.

Membri del nostro staff e i loro familiari hanno perso la vita. I loro nomi sono noti. Le loro posizioni erano state condivise. I loro veicoli erano chiaramente identificabili. MSF ha sempre sostenuto che tutti gli elementi indicano una chiara responsabilità dell’esercito israeliano negli attacchi che li hanno uccisi. Eppure, coloro che sono responsabili della loro morte hanno deciso di non avviare alcuna indagine penale.

Con questa decisione, il MAG ha chiarito che non vi è alcuna prospettiva di assunzione di responsabilità all’interno del sistema giuridico israeliano per l’uccisione del personale MSF, proprio come non vi è stata alcuna assunzione di responsabilità per il genocidio in corso perpetrato da Israele contro i palestinesi.

Meritavate protezione. Meritate giustizia.

Da ottobre 2023, un totale di 15 membri del nostro personale sono stati uccisi a Gaza dalle forze israeliane. Si tratta solo di una parte dei 1.700 operatori sanitari che sono stati uccisi in quel periodo. Le forze israeliane continuano a uccidere civili impunemente, come dimostrano chiaramente queste decisioni del MAG.

La decisione di “archiviare” questi episodi deve essere compresa nel giusto contesto: a Gaza sono state uccise decine di migliaia di palestinesi. Le strutture sanitarie sono state distrutte. I convogli umanitari sono stati colpiti. Giornalisti, personale medico, personale delle Nazioni Unite e operatori umanitari sono stati uccisi in numero senza precedenti in qualsiasi conflitto recente.

Ribadiamo quanto affermato sin dall’inizio di questa violenza: non esiste alcun obiettivo militare che giustifichi il sacrificio indiscriminato di civili. E non esiste alcuna indagine militare interna che possa sostituirsi a un’autentica, indipendente e imparziale assunzione di responsabilità.

Chiediamo che i casi che coinvolgono i nostri colleghi siano esaminati da un organo investigativo imparziale.

Ai nostri colleghi che abbiamo perso, e agli innumerevoli civili e operatori e operatrici umanitari che hanno perso la vita a Gaza: non permetteremo che le vostre morti vengano archiviate come incidenti procedurali inevitabili. Meritavate protezione. Meritate giustizia.

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