Non vanno riviste le regole sulle valutazioni sanitarie, ma è l’intero sistema di detenzione amministrativa nei Centri per il rimpatrio a dover essere abolito. È la risposta di MSF al ministro Piantedosi che ha annunciato cambiamenti nei criteri per l’ammissione nei CPR.
CPR: la tutela della salute non può essere un atto formale
Di fronte alle parole di Piantedosi, secondo cui nessuna visita medica può ostacolare l’esecuzione dei rimpatri, noi di MSF ricordiamo al governo italiano che le persone vulnerabili non possono essere esposte a trattamenti incompatibili con i loro diritti fondamentali.
Parametri clinici astratti non devono decretare l’ammissione in un CPR. Un medico non potrà mai prescindere dall’impatto delle condizioni di vita in un CPR sulla salute fisica e mentale di una persona. Parliamo di vite umane, già doverlo ricordare è preoccupante” . Chiara Montaldocoordinatrice medica di MSF
Le criticità sanitarie e le carenze strutturali documentate negli anni sia dalla nostra organizzazione che da tantissime altre in diversi CPR, e il ruolo patogeno della detenzione amministrativa evidenziato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, rendono essenziale che le valutazioni mediche siano approfondite e individualizzate.
Nessun medico, nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione e del Codice di Deontologia Medica, può fornire o essere costretto a fornire prestazioni professionali nei CPR contribuendo al loro funzionamento. Tra queste rientrano, ad esempio, le valutazioni di idoneità sanitaria al trattenimento richieste dalle autorità di polizia. I CPR sono strutture prive delle tutele essenziali per le persone trattenute e incompatibili con l’etica professionale della cura” Chiara Montaldocoordinatrice medica di MSF
Crediamo che la tutela della salute e della dignità delle persone migranti deve rappresentare il criterio guida di qualsiasi intervento normativo. Le procedure sanitarie non possono ridursi a un adempimento formale, ma devono costituire una garanzia reale contro il rischio che persone vulnerabili siano esposte a trattamenti incompatibili con i loro diritti fondamentali.