Medici Senza Frontiere chiede all’Unione Europea di interrompere il finanziamento aggiuntivo di 25 milioni di euro destinati ad estendere la cooperazione in materia di migrazione alla Libia Orientale.
Dichiarazione di Claire San Filippo, responsabile delle operazioni di ricerca e soccorso di MSF
Destinando altri 25 milioni di euro alla gestione delle frontiere nella Libia orientale, l’Unione europea e i suoi stati membri continuano a delegare ad altri il proprio lavoro sporco. Questo sostegno non dovrebbe essere aumentato: deve cessare. La stessa Commissione europea riconosce che in Libia non è possibile garantire la sicurezza delle persone. Eppure, il sostegno europeo continua a favorire consapevolmente gli intercettamenti in mare e i respingimenti illegali verso un paese in cui sono ben documentati casi di detenzione arbitraria, tortura, violenza – compresa quella sessuale – e sfruttamento.
Questa collaborazione comporta proprio il finanziamento degli stessi attori responsabili di minacciare e mettere in pericolo gli operatori civili di ricerca e soccorso e le persone che attraversano il Mar Mediterraneo.
L’UE e i suoi stati membri devono porre fine alle loro politiche migratorie dannose, basate sulla deterrenza e sull’esternalizzazione, e garantire che ogni persona soccorsa in mare venga condotta in un luogo sicuro, dove i suoi diritti e la sua dignità siano rispettati e i suoi bisogni fondamentali soddisfatti.