La crisi climatica è una crisi sanitaria che minaccia la salute di milioni di persone in tutto il mondo. Per questo Medici Senza Frontiere chiede che la COP31 metta la salute al centro dell’azione climatica, trasformando negoziati e dichiarazioni in interventi concreti per le comunità più colpite.
La crisi climatica è una crisi di salute
I nostri team sono testimoni degli effetti del cambiamento climatico sulla salute: la malnutrizione legata a siccità e inondazioni, le malattie diarroiche causate dalla mancanza di accesso ad acqua potabile sicura, l’aumento delle malattie trasmesse da vettori come la malaria o la Dengue. Il cambiamento climatico aggrava vulnerabilità già esistenti legate alla povertà, agli sfollamenti, ai conflitti e al limitato accesso all’assistenza sanitaria.
Ai leader riuniti alla COP31 vorrei lanciare un monito: stanno negoziando sulla salute e sulla vita delle persone. Non su numeri. Gli impatti sanitari e umanitari del cambiamento climatico sono reali e continueranno ad aumentare con l’innalzarsi delle temperature globali. L’azione per il clima deve essere intensificata con urgenza vista la portata dell’emergenza. Stiamo perdendo l’opportunità per evitare un futuro potenzialmente catastrofico”. Maria Guevarasegretaria medica internazionale di MSF
Somalia, Madagascar, Kiribati: alcuni esempi dell’impatto della crisi climatica sulla salute
Somalia, Madagascar, Kiribati sono solo alcuni dei paesi dove i nostri team assistono agli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute. In Somalia, a Baidoa, quasi la metà dei bambini sotto i 5 anni sottoposti a screening dai nostri team a luglio risultava affetta da malnutrizione, a causa della siccità che ha colpito il paese.
Il cambiamento climatico è già qui. Lo vediamo in ospedale, nei bambini affetti da malnutrizione e nelle famiglie che hanno perso tutto a causa della siccità e sono arrivate a Baidoa senza nulla”. Yahya Mohamed responsabile della comunicazione di MSF in Somalia
Il Madagascar è stato colpito quest’anno da cicloni consecutivi, oltre che da periodi prolungati di siccità e stagioni sempre più irregolari, aggravando l’insicurezza alimentare, favorendo la diffusione di malattie come la malaria e compromettendo gravemente l’accesso all’assistenza sanitaria.
In risposta, forniamo supporto nutrizionale e lavoriamo insieme alle comunità locali per garantire l’accesso alle cure, preservando al tempo stesso l’ambiente naturale e i mezzi di sostentamento della popolazione.
A Kiribati, nel Pacifico, l’innalzamento del livello del mare minaccia le abitazioni con inondazioni e contaminazione delle falde acquifere da parte dell’acqua salata. Questo riduce l’accesso ad acqua potabile di qualità e aumenta il rischio di malattie diarroiche, mentre la scarsità di acqua pulita compromette l’igiene e favorisce la diffusione di infezioni della pelle e degli occhi.
La siccità riduce la disponibilità di alimenti freschi, aggravando problemi nutrizionali cronici, tra cui la malnutrizione, ma anche alti tassi di obesità e malattie non trasmissibili.
Gli impatti climatici che colpiscono molte delle comunità che assistiamo rischiano inoltre di essere aggravati dal fenomeno di El Niño, aumentando il rischio di crisi sanitarie e umanitarie.
Necessari piani di adattamento anche per i servizi sanitari
Operiamo in oltre 70 paesi nel mondo, la maggior parte dei quali sono tra quelli maggiormente esposti agli impatti della crisi climatica sulla salute e meno preparati a rispondervi. Molti di questi paesi hanno inoltre una responsabilità minima nell’origine della crisi climatica, pur sopportandone in modo sproporzionato le conseguenze.
Secondo Guevara, sono le comunità già vulnerabili a pagare il prezzo più alto:
Stanno pagando con la loro salute e con la loro vita per un problema che non hanno contribuito a creare. È una situazione profondamente ingiusta, perché le persone più colpite non sono quelle che hanno causato questa crisi”. Maria Guevara segretaria medica internazionale di MSF
Per paesi come questi, in prima linea di fronte alla crisi climatica, la COP31 deve contribuire a trasformare gli impegni assunti in piani concreti di adattamento, affinché le comunità e i sistemi sanitari siano preparati ad affrontarne gli effetti.
Questo significa disporre di servizi sanitari capaci di adattarsi a bisogni in continua evoluzione: strutture sanitarie in grado di resistere agli shock climatici, con accesso affidabile ad acqua ed energia, operatori sanitari preparati e sufficienti farmaci e materiali medici. I paesi più colpiti chiedono da tempo un sostegno finanziario per affrontare gli impatti sempre maggiori della crisi climatica, ma continuano a non riceverlo. Alla COP31 dobbiamo vedere decisioni che si traducano in un reale sostegno ai paesi e alle comunità maggiormente colpiti”. Maria Guevarasegretaria medica internazionale di MSF
Chiediamo un aumento dei finanziamenti per il clima affinché i paesi possano prepararsi a rispondere agli impatti della crisi climatica e ricostruire i sistemi sanitari dopo le catastrofi. Questi finanziamenti devono essere aggiuntivi, e non provenire dai bilanci già destinati agli aiuti esistenti, e devono raggiungere concretamente le persone e le comunità che subiscono le conseguenze più gravi.