La guerra ha continuato a imperversare in Siria nel 2018, lasciando milioni di persone con un disperato bisogno di assistenza medica e umanitaria.

Nel 2018 i civili, le aree civili e le infrastrutture civili hanno continuato a subire attacchi diretti. Migliaia di persone sono state uccise o ferite, e molte altre sono state costrette a lasciare le loro case. Le nostre équipe hanno continuato a operare in Siria, ma le attività sono state fortemente limitate dall’insicurezza e dai vincoli di accesso.

Conduciamo valutazioni indipendenti per determinare le esigenze mediche adeguando l’assistenza che forniamo. Nelle aree in cui siamo riusciti a negoziare la nostra presenza abbiamo gestito o supportato ospedali e centri sanitari e fornito assistenza sanitaria nei campi profughi.

Nelle zone in cui non è stata possibile una presenza diretta, abbiamo mantenuto il nostro sostegno a distanza, attraverso donazioni di farmaci, attrezzature mediche e beni di prima necessità, formazione a distanza del personale medico, consulenza medica tecnica e assistenza finanziaria per coprire i costi di gestione delle strutture.

Siria nord-occidentale

Nel 2018 migliaia di sfollati a causa dei combattimenti intorno a Damasco, Homs e Daraa si sono stabiliti nei governatorati settentrionali di Idlib e Aleppo. Le nostre équipe hanno prestato assistenza sanitaria materna, cure mediche di base e trattamenti per malattie non trasmissibili (NCD) attraverso cliniche mobili, distribuzione di beni di prima necessità e migliorando i sistemi idrici e sanitari. Abbiamo inoltre organizzato campagne di vaccinazione di massa nei campi e nei dintorni e sostenuto programmi di vaccinazione nelle strutture sanitarie.

Abbiamo sostenuto l’assistenza sanitaria primaria e secondaria in diversi ospedali e cliniche nei dintorni di Idlib e Aleppo con vari servizi, come ambulatori e reparti ospedalieri, pronto soccorso, reparti di terapia intensiva, sale operatorie, banche del sangue, reparti di maternità e trattamento per NCD e talassemia, tutto in coordinamento con le autorità locali.

A Kobanê/Ain Al Arab, nel governatorato nord-orientale di Aleppo, abbiamo continuato a collaborare con le autorità sanitarie locali per ristabilire le strutture sanitarie di base, fornendo consulenze ambulatoriali, vaccinazioni, supporto psicologico e assistenza sanitaria materna. Nel frattempo, ad Atmeh, a Idlib, abbiamo continuato a gestire un’unità specializzata per le ustioni che fornisce servizi di chirurgia, innesti cutanei, medicazioni, fisioterapia e supporto psicologico. Nel 2018 sono state eseguite in media 150 procedure al mese e i casi gravi o complessi sono stati trasferiti in Turchia in ambulanza. Quando a dicembre i campi di Atmeh sono stati colpiti da forti inondazioni improvvise, abbiamo distribuito tende, coperte e altri beni di prima necessità alle persone più colpite.

Poiché sono cambiate le condizioni per operare nell’area e le necessità, nel 2018 alcuni progetti nel nord-ovest sono stati trasferiti alle autorità locali, mentre altri sono stati gestiti a distanza. Nel nord di Idlib, tuttavia, siamo riusciti a instaurare rapporti di collaborazione e co-gestione con tre ospedali di riferimento. Ciò ha incluso lo sviluppo di strategie e protocolli medici con i direttori degli ospedali, il supporto di tutti i servizi, la donazione di farmaci e altre forniture mediche e la copertura dei costi di gestione, compresi i salari del personale. Abbiamo inoltre fornito farmaci salvavita e monitoraggio per quasi 100 pazienti a Idlib sottoposti a trapianto di rene.

Siria nord-orientale

I combattimenti sono continuati in alcune parti del governatorato di Deir ez-Zor, causando ulteriori sfollati e vittime civili, con molti feriti di guerra presso le nostre strutture nella Siria nord-orientale. In altre località del governatorato, a Hassakeh e Raqqa, la situazione era relativamente calma e le persone precedentemente sfollate a causa dei pesanti combattimenti e delle offensive a Raqaa e Deir ez-Zor hanno iniziato a tornare a casa, in zone dove le infrastrutture sanitarie erano state in gran parte distrutte e intere città e i villaggi erano disseminati di mine antiuomo e residui bellici inesplosi. Nel 2018 le nostre équipe ad Hassakeh e Raqqa hanno curato centinaia di pazienti feriti da mine, trappole e ordigni esplosivi.

Abbiamo contribuito a riabilitare le strutture sanitarie nei governatorati di Hassakeh, Raqqa e Deir ez-Zor e abbiamo supportato un’ampia gamma di servizi, tra cui chirurgia, fisioterapia, maternità, salute mentale e riproduttiva, pediatria, vaccinazioni, banche del sangue e trattamento per le malattie non trasmissibili, in coordinamento con le autorità sanitarie locali. A Raqqa e Tabqa, abbiamo fornito assistenza sanitaria e psicologica e condotto un programma di trattamento della leishmaniosi presso la nostra clinica sanitaria primaria, che è stata trasferita al Consiglio della Sanità di Tabqa ad ottobre. Abbiamo inoltre condotto un programma per la talassemia presso l’ospedale Tal Abyad, attraverso il quale la nostra équipe ha eseguito 2.606 trasfusioni di sangue e avviato 226 pazienti al trattamento per avvelenamento da metalli.

Le équipe operative nei campi profughi hanno fornito assistenza materna e psicologica, effettuato vaccinazioni, distribuito materassi, coperte e kit igienici e allestito servizi idrici e igienico-sanitari. Nel campo di Ain Issa, gestivamo anche una sala di medicazione e offrivamo terapie per la malnutrizione, trattamento delle malattie non trasmissibili, assistenza psicologica e ricoveri ospedalieri.

Nel 2018, eravamo una delle pochissime organizzazioni a fornire assistenza medica nella città di Raqqa, dove gestivamo un’unità sanitaria primaria e un’unità di stabilizzazione. Abbiamo iniziato a ristrutturare alcune parti dell’ospedale nazionale di Raqqa, continuando a sostenere i reparti di pediatria, maternità e chirurgia dell’ospedale Tal Abyad a nord, e le campagne di vaccinazione in tutto il governatorato.

Damasco e la Siria centrale

Mentre la battaglia per la parte orientale di Ghouta si intensificava, abbiamo cercato con difficoltà di aiutare le comunità sotto assedio da più di cinque anni.

Nelle prime due settimane dell’offensiva, tra il 18 febbraio e il 3 marzo, gli ospedali da campo improvvisati e i centri medici che sostenevamo dai paesi vicini hanno segnalato 4.829 feriti e 1.005 morti. L’afflusso di morti e feriti è continuato, ma la situazione era troppo caotica per raccogliere dati affidabili a quel punto.

All’inizio della battaglia, supportavamo 20 strutture mediche, alcune quasi interamente, altre come partner accanto ad altre ONG. Alla fine, tutte tranne una di queste strutture sono state distrutte o abbandonate e le nostre attività nella zona si sono concluse.

A nord della città di Homs, abbiamo fornito sostegno a distanza a otto ospedali e centri sanitari rurali fino a maggio, quando le parti belligeranti hanno raggiunto un accordo e il governo siriano ha assunto il controllo amministrativo e militare dell’area; a quel punto le reti mediche che avevamo assistito non esistevano più.

Governatorati di Daraa e Quneitra

A giugno, quando il controllo di Darra e Quneitra è cambiato, abbiamo dovuto interrompere il nostro sostegno a otto strutture sanitarie nella regione, dove fornivamo assistenza medica, tecnica e logistica per migliorare l’accesso alle cure per gli sfollati e le comunità locali. Abbiamo istituito una linea di assistenza psicologica alla fine del 2017 e anche un servizio di telemedicina a distanza per i primi sei mesi del 2018.

  • 2009 anno del primo intervento di MSF nel Paese
  • 569 mila visite ambulatoriali
  • 22.4 mila vaccinazioni di routine

Le nostre principali attività in Siria

  • Conflitto

    Nelle zone di guerra non ci schieriamo con nessuna delle parti in conflitto. Offriamo cure mediche solo sulla base dei bisogni che identifichiamo e ci impegniamo a raggiungere le aree dove il nostro aiuto è più urgente.

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  • Salute mentale

    Con l’espressione salute mentale si fa riferimento a uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno.

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  • Vaccinazioni

    L’immunizzazione è uno degli interventi medici più convenienti nella sanità pubblica. Tuttavia, si stima che 1,5 milioni di persone muoiano ogni anno a causa di malattie prevenibili con una serie di vaccini raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da MSF, soprattutto ai bambini.

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