Continuiamo a rispondere ai bisogni medici e umanitari dei rifugiati Rohingya e delle comunità vulnerabili del Bangladesh, e a colmare le lacune nell’accesso all’assistenza sanitaria nella baraccopoli di Dharangas a Kamrangirchar.

Abbiamo rapidamente intensificato le nostre operazioni a Cox’s Bazar per rispondere al massiccio afflusso di rifugiati Rohingya nella seconda metà del 2017 e nei primi tre mesi del 2018, in seguito a una rinnovata ondata di violenze mirate da parte dell’esercito del Myanmar, iniziata nell’agosto 2017. Alla fine del 2018, siamo rimasti uno dei principali attori che forniscono assistenza umanitaria agli sfollati Rohingya, circa un milione dei quali ha cercato rifugio in Bangladesh.

La maggior parte di queste persone vive in rifugi precari in insediamenti sovraffollati, soggetti a frane e alluvioni, dove le condizioni igieniche e i servizi sanitari sono disastrosi e c’è carenza di acqua potabile. Le principali malattie che curiamo, come le infezioni del tratto respiratorio superiore e inferiore e le malattie cutanee, sono direttamente correlate alle pessime condizioni di vita.

Alla fine del 2018, le nostre équipe lavoravano in quattro ospedali, cinque centri sanitari primari, cinque postazioni sanitarie e un centro di risposta alle epidemie, che insieme offrono una gamma di servizi ospedalieri e ambulatoriali, tra cui assistenza di emergenza e terapia intensiva, pediatria, ostetricia, assistenza sanitaria sessuale riproduttiva, trattamento delle vittime di violenza sessuale e dei pazienti con malattie non trasmissibili – come diabete e ipertensione – ed esami di laboratorio.

Prima della fine dell’anno abbiamo introdotto nella maggior parte delle nostre strutture anche servizi psichiatrici e di salute mentale. I nostri team che si occupano di promozione della salute e sensibilizzazione hanno visitato gli insediamenti dove vivono i rifugiati, compreso l’enorme campo di Kutupalong-Balukhali, che nel 2018 è diventato il più grande campo rifugiati al mondo. Abbiamo monitorato gli indicatori sanitari, risposto alle epidemie, fornito educazione igienico-sanitaria e sensibilizzato le persone sul tema della violenza sessuale.

Nel 2018 abbiamo risposto a epidemie di difterite, morbillo e varicella, conseguenza del mancato accesso da parte dei Rohingya alle vaccinazioni di routine e all’assistenza sanitaria di base in Myanmar. In collaborazione con il Ministero della Salute del Bangladesh, abbiamo eseguito vaccinazioni di massa contro colera, difterite e morbillo e vaccinazioni di routine nella maggior parte delle strutture sanitarie. Alla fine dell’anno, siamo riusciti a contenere i focolai, sebbene fossero ancora presenti alcuni casi di difterite. Abbiamo inoltre trattato diverse centinaia di casi di varicella, una malattia particolarmente rischiosa per le donne incinte e i soggetti immunodepressi.

Inoltre, abbiamo avviato un massiccio intervento igienico-sanitario nei campi, allestendo due impianti di distribuzione dell’acqua a beneficio di centinaia di migliaia di persone. Abbiamo scavato pozzi, costruito nuove latrine e ristrutturato quelle vecchie, abbiamo costruito docce e distribuito filtri per l’acqua a uso domestico.

Nella seconda metà dell’anno, ci siamo dedicati a colmare le lacune nell’assistenza sanitaria secondaria e a rafforzare le capacità degli ospedali di Cox’s Bazar. Abbiamo iniziato a collaborare con le autorità dell’ospedale di Sadar e con la Direzione generale dei servizi sanitari, per migliorare il controllo delle infezioni, i protocolli igienici e la gestione dei rifiuti nell’ospedale distrettuale di Sadar al fine di ridurre le infezioni contratte in ospedale. Abbiamo supportato la creazione di una zona destinata ai rifiuti, che sarà la prima del suo genere in un ospedale pubblico in Bangladesh, assicurando che i rifiuti sanitari siano adeguatamente separati e smaltiti.

Baraccopoli di Kamrangirchar

Nel 2018, le nostre équipe nella baraccopoli di Kamrangirchar, alla periferia della capitale Dhaka, hanno continuato a gestire servizi di assistenza sanitaria riproduttiva per ragazze e donne, effettuando 11.982 visite prenatali e assistendo 760 parti.

Abbiamo fornito assistenza medica e psicologica a 885 vittime di violenza sessuale e domestica, condotto 9.314 sedute di pianificazione familiare e svolto 2.047 sessioni di supporto psicologico individuale con persone di tutte le età. Nell’ambito del nostro programma di medicina del lavoro, abbiamo effettuato 9.544 visite mediche e vaccinazioni contro il tetano su 550 persone che lavoravano in condizioni precarie nelle numerose piccole fabbriche di Kamrangirchar.

 

  • 1985 anno del primo intervento di MSF nel Paese
  • 954.3 mila visite ambulatoriali
  • 26.6 mila sessioni di supporto psicologico individuale

Le nostre principali attività in Bangladesh

  • Promozione alla salute

    Le attività di promozione della salute mirano a migliorare la salute e incoraggiare l’uso efficace dei servizi sanitari. La promozione della salute è un processo a doppio senso: comprendere la cultura e le pratiche di una comunità è importante quanto fornire informazioni.

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  • Salute della donna

    Le donne sono, insieme ai bambini, tra i nostri pazienti più numerosi e maggiormente seguiti. Risultano, infatti, tra i gruppi più vulnerabili in contesti di conflitto o ad alta insicurezza, sono frequente oggetto di violenze e molto più degli uomini hanno difficoltà di accesso alle cure.

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