Continuiamo a sostenere la salute materno-infantile nella regione di Hambol in Costa d’Avorio.

Le crisi politiche e militari che si sono susseguite tra il 2002 e il 2010 hanno comportato un grave danno per il sistema sanitario ivoriano: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è uno dei più deboli in Africa, con solo un medico e cinque ostetriche ogni 10.000 abitanti. Poiché il tasso di mortalità materno è molto elevato, il Ministero della Salute ha reso l’assistenza sanitaria materna una delle sue principali priorità, offrendola gratuitamente a tutte le donne in gravidanza. Tuttavia, le limitazioni di bilancio, le carenze delle scorte di farmaci e la mancanza di personale sanitario preparato, tra gli altri fattori, continuano a ostacolare l’accesso a servizi medici di qualità per le donne e i bambini piccoli.

Nella regione di Hambol, dove secondo un’indagine di Epicentre del 2015 il rapporto di mortalità è stimato a 661 su 100.000 nascite, MSF gestisce un progetto in collaborazione con il Ministero della Salute. L’équipe mira a migliorare la gestione delle emergenze ostetriche e neonatali in questo contesto rurale, sostenendo l’ospedale di riferimento di Katiola e tre centri di assistenza sanitaria di base della regione. MSF sostiene queste strutture, fornendo personale aggiuntivo e forniture mediche e facilitando un efficiente sistema di riferimento per i parti complicati, attuando al contempo un programma di formazione, tirocinio e supervisione per il personale del Ministero della Sanità.

Ogni mese, nel 2016, presso l’ospedale di Katiola è stata portata a termine una media di 350 parti nelle strutture supportate da MSF, sono stati ricoverati 55 neonati nel reparto neonatale e sono stati effettuati 50 parti cesarei.

  • 1990 anno del primo intervento di MSF nel Paese
  • 4.3 mila donne hanno ricevuto assistenza durante il parto
  • 55 neonati ogni mese ricoverati nel reparto neonatale dell'ospedale di Katiola

Le nostre principali attività in Costa d'Avorio

  • Salute della donna

    Le donne sono, insieme ai bambini, tra i nostri pazienti più numerosi e maggiormente seguiti. Risultano, infatti, tra i gruppi più vulnerabili in contesti di conflitto o ad alta insicurezza, sono frequente oggetto di violenze e molto più degli uomini hanno difficoltà di accesso alle cure.

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