Con quasi due milioni di persone1 ancora sfollate e molte strutture sanitarie danneggiate o distrutte, i bisogni medici in Iraq restano enormi.

Sebbene il conflitto si sia placato alla fine del 2017 e un numero crescente di sfollati sia tornato nelle zone di origine nel corso del 2018, permangono ostacoli significativi al rientro a casa. Molte famiglie sfollate non hanno la documentazione necessaria, le proprietà e i mezzi di sussistenza sono stati danneggiati se non distrutti e in alcune zone persistono problemi di sicurezza. Il contesto rimane complesso e imprevedibile, a causa di dispute politiche in corso, conflitti tribali e attacchi di gruppi armati.

Nel 2018, abbiamo continuato a offrire servizi che vanno dall’assistenza sanitaria di base e alle malattie non trasmissibili (NCD) all’assistenza materna, pediatrica e di emergenza, la chirurgia e la salute mentale, per gli sfollati, i rimpatriati e le comunità più colpite dalla violenza. Abbiamo inoltre riabilitato e attrezzato ospedali e cliniche in alcune delle regioni più colpite dalla guerra per contribuire a ristabilire il sistema sanitario iracheno.

Governatorato di Anbar

Abbiamo continuato a fornire assistenza sanitaria di base, trattamento per le malattie non trasmissibili e servizi di salute mentale, inclusa l’assistenza psichiatrica, in due campi per sfollati interni, trasferendo le attività nella seconda metà dell’anno ad altre organizzazioni che hanno iniziato fornire servizi medici, mentre la popolazione del campo diminuiva gradualmente.

Ad aprile, abbiamo aperto un ambulatorio presso l’ospedale universitario di Ramadi per il trattamento di pazienti con disturbi mentali moderati e gravi.

Governatorato di Baghdad

Nel 2018 le nostre équipe del Centro di Riabilitazione Medica di Baghdad hanno fornito servizi post-operatori a 261 pazienti gravemente feriti, tra cui fisioterapia, trattamento del dolore e assistenza psicologica.

Abbiamo inoltre completato la ristrutturazione del pronto soccorso dell’ospedale dell’Imam Ali, a Sadr City, con l’installazione di attrezzature mediche di alta qualità e un nuovo sistema di triage, fornito 60.000 compresse di farmaci di prima linea al programma nazionale per la tubercolosi (TB) dell’Iraq e donato una macchina GeneXpert alla clinica toracica e respiratoria di Rusafa per migliorare l’individuazione della TB resistente ai farmaci.

Governatorato di Diyala

Le nostre équipe hanno fornito cure per le malattie non trasmissibili, assistenza in materia di salute mentale, sessuale e riproduttiva nei centri di salute di base di Jalawla e Sadiya alle famiglie ritornate nella zona e nei campi per sfollati a Khanaqin. Abbiamo inoltre svolto sedute di educazione sanitaria su malattie croniche ed endemiche, salute sessuale e riproduttiva e primo soccorso psicologico.

Governatorato di Erbil

Forniamo assistenza psicologica, psichiatrica e psicosociale in quattro diversi campi nei dintorni di Erbil, e agli sfollati e alle comunità di accoglienza a Kalak. Abbiamo ridotto le nostre attività ad ottobre, quando le popolazioni dei campi sono diminuite, concentrandoci sui casi di salute mentale da moderati a gravi e sul trattamento delle malattie non trasmissibili.

Governatorato di Kirkuk

Mentre gli sfollati continuavano a tornare a Hawija, una delle zone più colpite dal conflitto, le nostre équipe hanno condotto quasi 14.500 visite ambulatoriali, oltre a trattamenti per le NCD e sedute di educazione sanitaria ad Al-Abassi e Hawija. Abbiamo inoltre fornito assistenza sanitaria mentale ad Al-Abassi e ristrutturato le postazioni idriche di Al-Shazera e Al-Abassi per garantire acqua potabile pulita e prevenire epidemie di malattie trasmesse dall’acqua.

Abbiamo continuato a gestire l’assistenza medica di base e mentale nel campo di Daquq fino alla sua chiusura, a settembre 2018, e abbiamo offerto supporto tecnico e formazione all’ospedale Hawija a pronto soccorso, laboratorio e reparto maternità e nella prevenzione e controllo delle infezioni.

Governatorato di Ninewa

Diversi quartieri di Mosul sono ancora sotto cumuli di macerie e migliaia di persone faticano ad accedere a servizi di base come l’assistenza sanitaria, l’acqua e l’elettricità. Di conseguenza, nel 2018, abbiamo incrementato le nostre attività mediche sia a est sia a ovest di Mosul.

A Nablus, a ovest di Mosul, abbiamo gestito un’unità di maternità con capacità chirurgiche per tagli cesarei, assistenza sanitaria pediatrica (anche per neonati), stabilizzazione e trasferimenti delle emergenze e servizi di salute mentale. Le nostre équipe hanno assistito più di 5.300 parti, effettuato 1.117 parti cesarei e trattato 34.530 pazienti nel pronto soccorso.

Ad aprile, abbiamo aperto una struttura di assistenza postoperatoria a est di Mosul per i pazienti con lesioni da traumi violenti o accidentali. La struttura dispone di una sala operatoria mobile, un reparto di degenza da 20 posti letto, 11 sale di risveglio, un reparto di salute mentale e un’unità di riabilitazione.

A luglio, abbiamo avviato un programma mirato specificamente ad aumentare l’accesso alla salute mentale e l’aiuto psicosociale. Lavorando in tre centri sanitari, le nostre équipe forniscono consulenza, primo soccorso psicosociale, sostegno psicosociale e trasferimenti per cure psichiatriche.

Alla fine dell’anno, abbiamo completato la ristrutturazione del pronto soccorso dell’ospedale di Al-Salam, aperto 24 ore su 24, che ora dispone di due reparti, una sala di traumatologia, una farmacia, due sale per le visite e un’area di triage.

A sud di Mosul, forniamo consultazioni di emergenza, terapia intensiva, trattamento per le ustioni e assistenza sanitaria mentale per i residenti e la popolazione sfollata del sottodistretto di Qayyarah e dell’area circostante. Il nostro ospedale da 62 posti letto ha un reparto di degenza, un reparto pediatrico e un centro di alimentazione terapeutica ospedaliera. Poiché nel 2018 le esigenze di assistenza sanitaria degli sfollati e di chi ritornava nella zona hanno continuato a crescere, abbiamo ampliato la nostra unità per le ustioni e le attività neonatali e istituito una seconda sala operatoria. Durante l’anno le nostre équipe hanno eseguito oltre 18.000 visite al pronto soccorso e quasi 2.500 interventi chirurgici.

All’inizio del 2018, abbiamo inoltre iniziato a fornire assistenza sanitaria di base nel campo di Qayyarah Airstrip, compreso il trattamento ambulatoriale per malnutrizione, assistenza sanitaria mentale, servizi di salute sessuale e riproduttiva e trasferimenti. A luglio abbiamo aggiunto una sala di pronto soccorso aperta 24 ore.

Ad agosto, abbiamo completato la ristrutturazione dell’ospedale di Sinuni, nel distretto di Sinjar, dove le attività mediche erano significativamente limitate durante il conflitto. Ha riaperto con un pronto soccorso completamente attrezzato, reparto di maternità, reparto pediatrico ospedaliero e servizi di salute mentale.

Abbiamo inoltre continuato a fornire assistenza materna e neonatale di emergenza, pediatria di base, servizi di stabilizzazione di emergenza e assistenza di salute mentale nella struttura sanitaria di Tal Maraq, nel sottodistretto di Zummar.

Governatorato di Salahddine

Per i primi sei mesi dell’anno, abbiamo condotto visite ambulatoriali e di salute mentale per rimpatriati e sfollati attraverso le nostre cliniche mobili a Tikrit e gestito un centro sanitario di base nel campo di Al-Allam. A seguito della riduzione del numero di sfollati e dell’aumento delle attività di altre organizzazioni, a giugno 2018 abbiamo trasferito queste attività al Dipartimento della Sanità iracheno.

Attività di risposta alle emergenze

Dopo la segnalazione di diversi casi di febbre emorragica Congo-Crimea in diverse regioni dell’Iraq, abbiamo rapidamente attivato un’équipe di esperti per supportare gli ospedali. A luglio, 228 medici, infermieri e addetti alle pulizie iracheni sono stati addestrati in cinque ospedali pubblici nei governatorati di Diwaniya, Najaf, Babel e Baghdad.

Abbiamo inoltre supportato il Dipartimento della Sanità nella vaccinazione di oltre 111.000 bambini dai sei mesi ai 15 anni in risposta a un’epidemia di morbillo nel governatorato di Ninewa a luglio.

  • 2003 anno del primo intervento di MSF nel Paese
  • 197.6 mila visite ambulatoriali
  • 38.5 mila sessioni di supporto psicologico individuale

Le nostre principali attività in Iraq

  • Promozione alla salute

    Le attività di promozione della salute mirano a migliorare la salute e incoraggiare l’uso efficace dei servizi sanitari. La promozione della salute è un processo a doppio senso: comprendere la cultura e le pratiche di una comunità è importante quanto fornire informazioni.

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  • Salute della donna

    Le donne sono, insieme ai bambini, tra i nostri pazienti più numerosi e maggiormente seguiti. Risultano, infatti, tra i gruppi più vulnerabili in contesti di conflitto o ad alta insicurezza, sono frequente oggetto di violenze e molto più degli uomini hanno difficoltà di accesso alle cure.

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  • Salute mentale

    Con l’espressione salute mentale si fa riferimento a uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno.

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