La violenza senza tregua a Gaza e in Cisgiordania continua ad avere conseguenze mediche, psicologiche e sociali per i palestinesi.

Nel 2016, MSF ha proseguito i programmi di salute mentale di lungo corso in Cisgiordania e il sostegno alle vittime di ustioni e traumi nella Striscia di Gaza.

Cisgiordania

All’inizio del 2016 si è verificato un aumento della violenza in Cisgiordania e, sebbene la situazione si sia calmata prima della fine di marzo, l’area H2 della città di Hebron, altamente militarizzata, è stata teatro di frequenti scontri. I pazienti di MSF sono esposti a diversi eventi critici, come violenze, incursioni nelle case, arresti e decessi dei famigliari, e, di conseguenza, sviluppano ansia, stress e problemi del sonno.
MSF gestisce programmi di salute mentale a Hebron, Nablus, Qalqilya, Betlemme e Ramallah, che offrono sostegno psicologico e sociale alle vittime di violenza politica. Nel 2016, 4.141 nuovi pazienti hanno usufruito di sedute di salute mentale individuali e di gruppo, di cui oltre il 70 per cento a Hebron (3.002). L’équipe ha celebrato i 20 anni di lavoro a Hebron con una serie di eventi pubblici per evidenziare l’importanza dei servizi di salute mentale in Palestina, tra cui attività, giochi multimediali e presentazioni di storie personali da parte dei pazienti.
Oltre all’assistenza medica, l’équipe ha fornito formazione per personale medico, insegnanti e consulenti. Ad aprile 2016, MSF ha avviato un innovativo progetto di risposta alle emergenze nei governatorati di Betlemme e Ramallah, concentrandosi sull’offerta di primo soccorso psicologico e supporto psicoeducativo.
Nel 2016, MSF ha iniziato una partnership con l’Università An-Najah di Nablus per avviare il primo corso di laurea in psicologia clinica in Palestina. Il personale di MSF ha inoltre sostenuto l’unità anti-ustioni dell’ospedale Rafidya di Nablus, concentrandosi su casi moderati o gravi attraverso un approccio multidisciplinare (psicologico, medico e sociale).

Striscia di Gaza

Nel 2016, i centri traumatici e anti-ustioni di MSF nella Striscia di Gaza hanno trattato oltre 4.231 pazienti, soprattutto bambini. Il personale ha medicato più di 52.000 ferite e ha condotto oltre 36.000 sedute di fisioterapia e 1.000 di terapia occupazionale. La maggior parte dei pazienti presentava ustioni, solitamente la conseguenza di incidenti domestici in case danneggiate dal conflitto. Esistono tre centri, a Gaza City, Khan Younis e Bet Lahyia, l’ultimo dei quali aperto a luglio del 2016. Nello stesso anno, la campagna di sensibilizzazione sulle ustioni di MSF ha raggiunto oltre 35.500 bambini nelle scuole, negli asili e nei nidi.

I programmi chirurgici gestiti da MSF negli ospedali Al Shifa e Nasser in collaborazione con il Ministero della Salute hanno eseguito complessivamente 275 interventi, il 71 per cento dei quali su bambini di età inferiore ai 16 anni.
I casi complessi che non possono essere gestiti a Gaza sono trasferiti all’ospedale di chirurgia ricostruttiva di MSF in Giordania. Tuttavia, a causa di ritardi amministrativi, solo nove dei 77 pazienti sono stati traferiti con successo nel 2016.

  • 1989 anno del primo intervento di MSF nel Paese
  • 5.1 mila consultazioni di salute mentale effettuate
  • 4.2 mila pazienti sono stati trattati nei centri traumatici e anti-ustioni nei centri di MSF nella striscia di Gaza

Le nostre principali attività in Palestina

  • Conflitto

    Nelle zone di guerra non ci schieriamo con nessuna delle parti in conflitto. Offriamo cure mediche solo sulla base dei bisogni che identifichiamo e ci impegniamo a raggiungere le aree dove il nostro aiuto è più urgente.

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  • Salute mentale

    Con l’espressione salute mentale si fa riferimento a uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno.

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