Meningite: sintomi, trasmissione e interventi

La meningite meningococcica è una forma batterica di meningite – infiammazione della membrane che circonda e protegge l’encefalo e il midollo spinale – altamente contagiosa e rapidamente letale.

La malattia si trasmette da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Affinché il contagio avvenga è necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti molto affollati. La propagazione dell’agente patogeno, infatti, generalmente non supera il raggio di due metri dalla fonte.

In ogni caso la principale causa di contagio è rappresentata dai portatori sani del batterio e, solo in un numero infinitamente inferiore di casi, la malattia è trasmessa da persone con infezione clinicamente manifesta.

  • 886 mila persone vaccinate da MSF nel 2017

Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), negli ultimi 20 anni, si stima che 100.000 persone, su più di un milione di casi sospetti, siano morte per meningite menigococcica.

La maggioranza dei casi si verifica nell’area dell’Africa nota come “cintura della meningite” (corrispondente a una fascia che va dal Senegal all’Etiopia), dove durante la stagione secca si verificano epidemie regolari. La carenza di vaccini e di sistemi sanitari e di cura efficaci incidono drasticamente sulle proporzioni delle epidemie.

I sintomi caratteristici sono cefalea, febbre, nausea, vomito, fotofobia e rigidità nucale.

La letalità, anche quando la malattia è diagnosticata rapidamente, va dal 5 al 10% e si verifica nelle prime 48 ore dall’esordio dei sintomi. Se non trattata, la mortalità può essere pari al 50%. Uno su cinque sopravvissuti soffre di danni cerebrali permanenti, inclusa perdita dell’udito e difficoltà nell’apprendimento.

La diagnosi richiede un esame clinico e l’esecuzione di una puntura lombare per l’esame del liquido cefalo-rachidiano; è pertanto spesso difficile in contesti a basse risorse.

Sebbene il batterio causa della meningite meningococcica sia sensibile a una larga gamma di antibiotici, nei contesti a basse risorse si privilegiano ceftriaxone o cloramfenicolo, che possono essere somministrati in dose unica senza perdita di efficacia.

Il più importante strumento di lotta contro la meningite rimane la vaccinazione di massa.

MSF organizza campagne di vaccinazione reattive (quando è in corso un‘epidemia); in alcuni casi, sosteniamo i sistemi sanitari dei Paesi coinvolti nell’organizzazione di campagne di vaccinazione preventiva.

Nel 2011, abbiamo collaborato alla somministrazione in via preventiva del nuovo vaccino MenAfriVac, un vaccino attivo contro il ceppo A del meningococco, responsabile della maggior parte delle epidemie nella cintura della meningite, in Chad, Niger e in altri Paesi. Questo nuovo vaccino garantisce una protezione per 10 anni e può essere utilizzato anche sui bambini molto piccoli.

Nel 2017, abbiamo vaccinato 886.300 persone contro la meningite in risposta alle epidemie.

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