Il viaggio di Phumeza Tisile
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Questa è la video-storia di Phumeza Tisile, co-autrice del Manifesto MSF contro la tubercolosi, che ha raccolto più di 53.000 firme in tutto il mondo.

La scorsa settimana, la ventitreenne sudafricana, sopravvissuta a una delle peggiori forme di tubercolosi multiresistente, ha viaggiato da Khayelitsha, vicino Cape Town, a Ginevra per la 67° Assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dove è stato approvato un piano globale ventennale contro la tubercolosi che mira a ridurre i decessi del 95% e i nuovi casi del 90% entro il 2035. Il rappresentante OMS a cui Phumeza ha consegnato il Manifesto è un italiano, il Dott. Mario Raviglione, Direttore del Programma Globale contro la Tubercolosi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha detto: “Sei un’eroe! Partire da Khayelitsha, Sud Africa, per venire all’Assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e fare il tuo discorso di fronte ai ministri di tutto il mondo è davvero un gesto coraggioso. Abbiamo bisogno di tanti altri eroi. Grazie”.

Phumeza ha poi partecipato a una riunione organizzata da MSF e OMS, in cui i policymaker hanno discusso le azioni concrete necessarie per migliorare la diagnosi e il trattamento per la TB multiresistente ai farmaci. A loro, Phumeza ha descritto il percorso di cura “infernale” che ha dovuto subire e ha rafforzato l’appello per nuovi trattamenti più brevi, meno tossici, più economici e più efficaci.

Il lungo e faticoso viaggio di Phumeza per rendere la tubercolosi multiresistente una priorità globale inizia nel 2013 quando, insieme al suo medico MSF, Jennifer Hughes, decide di scrivere il Manifesto “Curami, Salvami”. Più di 800 pazienti con TB multiresistente e 1.500 medici e infermieri sono tra gli oltre 53.000 (più di 11.000 dall’Italia) che hanno aderito alla campagna, chiedendo urgentemente un miglioramento della diagnosi e della cura contro la tubercolosi multiresistente.

Dopo tre anni di trattamento intenso contro la tubercolosi multiresistente, Phumeza è finalmente guarita e può ricostruire la sua vita. Ma ha dovuto assumere più di 20.000 pillole per guarire e come effetto della tossicità della cura è rimasta priva dell’udito in modo permanente. Phumeza fa parte di quell’esiguo 13% di pazienti con TB estensivamente resistente ai farmaci ad aver vinto questa forma di malattia.

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