A quattro mesi dall’inizio dell’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo, la malattia continua a diffondersi in nuove aree poco preparate, rendendo sempre più difficile il suo contenimento.
Nuove dinamiche nell’epidemia di Ebola
La corsa per contenere l’epidemia di Ebola è tutt’altro che conclusa. Sebbene alcuni indicatori, come il calo dei ricoveri e un rallentamento della trasmissione, possano far pensare a un miglioramento della situazione, le nostre équipe stanno osservando una tendenza preoccupante: nuovi casi stanno emergendo e diffondendosi in aree poco preparate, mentre nei focolai originari non sono ancora pienamente in atto alcune misure di risposta di base, rendendo sempre più difficile contenere l’epidemia.
Sarebbe un errore pensare che l’epidemia sia sotto controllo solo perché alcuni centri per il trattamento dell’Ebola stanno ricoverando meno pazienti. In Ituri, epicentro originario dell’epidemia, la diffusione per ora sta effettivamente rallentando. Ma a livello nazionale il numero dei nuovi casi non è diminuito. L’epidemia non si sta riducendo, si sta spostando”. Anthony Kergosien coordinatore delle emergenze di MSF nella Repubblica Democratica del Congo
Lotta all’Ebola in RDC: il ruolo delle équipe sul campo
La Repubblica Democratica del Congo sta attualmente affrontando la più grande epidemia di Ebola mai registrata nel paese. Da maggio sono stati segnalati oltre 7.200 casi confermati e 3.500 decessi, ma il bilancio reale potrebbe essere più alto a causa delle lacune nella sorveglianza e nell’individuazione dei casi.
Per rendere la risposta il più efficace possibile, stiamo concentrando personale e risorse sulle équipe di risposta rapida, che intervengono per supportare l’individuazione precoce dei casi, l’osservazione e il trattamento dei pazienti, le misure di prevenzione e controllo dei contagi, il tracciamento dei contatti, la sorveglianza e il coinvolgimento delle comunità.
Questa strategia serve a individuare e cercare di contenere rapidamente i nuovi focolai, prima che si trasformino in epidemie di grandi dimensioni. In zone sanitarie come Bambu, dove abbiamo attualmente un’équipe di risposta rapida, i sistemi sanitari sono già messi a dura prova dalla cronica carenza di fondi, dalla mancanza di personale e dalla debole capacità di trasferimento dei pazienti. L’Ebola spinge queste strutture fragili oltre il limite. Le nostre équipe intervengono in prima linea per colmare le lacune più urgenti mentre la risposta complessiva viene rafforzata” Anthony Kergosien coordinatore delle emergenze di MSF nella Repubblica Democratica del Congo
Rafforzare la risposta
Le nostre équipe, tuttavia, non possono affrontare da sole l’espansione dell’epidemia. Per sostenere questo approccio è necessario un significativo aumento del supporto operativo da parte delle agenzie delle Nazioni Unite, compresa l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
È urgentemente necessario un coinvolgimento più rapido e completo, capace di rafforzare tutti i pilastri della risposta all’Ebola, in particolare nelle aree al di fuori dei principali hub in cui si stanno concentrando le capacità di intervento. Questo permetterebbe alle nostre équipe di concentrarsi sul rapido dispiegamento nei nuovi focolai, garantendo allo stesso tempo alle comunità colpite tutti i servizi necessari per contenere l’epidemia.