Accordo Italia-Libia. La vergogna non si può rinnovare

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Domenica 2 febbraio verrà prorogato per altri tre anni il memorandum Italia-Libia.

L’accordo contribuisce a perpetuare l’esposizione di migranti e rifugiati a violenza, respingimenti, sfruttamento e detenzione arbitraria. Chiediamo alle autorità italiane di non rinnovare l’accordo con la Libia, siglato tre anni fa.

Ignorare le conseguenze di questi accordi è impossibile, oltre che disumano. Anche grazie al supporto dell’Italia, persone innocenti e vulnerabili sono intrappolate in un paese in guerra, costrette a vivere situazioni di pericolo e minaccia o sottoposte a un sistema di detenzione arbitrario e spietato. La maggior parte di coloro che riescono a fuggire vengono sistematicamente intercettati in mare e nuovamente respinti nei centri di detenzione o in circuiti illegali di sfruttamento e violenza”Marco BertottoResponsabile per gli affari umanitari MSF

Le nostre equipe lavorano in Libia dal 2011. Dal 2016 forniamo cure mediche a rifugiati e migranti lungo le rotte del loro viaggio, tra cui persone soggette a tratta, sbarcate sulle coste libiche o detenute arbitrariamente in centri di detenzione che rientrano formalmente sotto l’autorità del Ministero dell’Interno del paese e del suo Dipartimento per combattere l’immigrazione illegale (DCIM) nelle aree di Tripoli, Khoms, Misurata, Bani Walid, Zuwara e Djebel Nafusa.

Mentre i più vulnerabili pagano il prezzo più alto, le reti di trafficanti di esseri umani, a terra e in mare, alimentano il loro giro di affari. In un momento in cui anche l’UNHCR è stata costretta a ritirarsi dal centro di transito di Tripoli a causa del conflitto, e considerata l’evidente impossibilità di negoziare con le autorità libiche un miglioramento sostanziale di questi accordi, riteniamo indispensabile procedere con la loro immediata cancellazione. Questa vergogna non si può rinnovare” Marco Bertotto Responsabile per gli affari umanitari MSF

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