Allarme di MSF per i negoziati tra Unione Europea e India: a rischio l accesso ai farmaci per milioni di persone

  • Accesso ai farmaci

Bruxelles/Roma – “Né il Ministro indiano del commercio, né il Commissario Europeo per il commercio hanno dato formale assicurazione che le disposizioni in materia di farmaci generici e accesso ai farmaci sono escluse dal tavolo delle trattative”, dichiara Michelle Childs, responsabile della Policy per la Campagna di MSF per l’Accesso ai Farmaci Essenziali. “Continueremo a batterci finché non saremo sicuri che queste disposizioni saranno lasciate ufficialmente ed inequivocabilmente fuori dagli accordi".

Dall’India proviene l’80% dei farmaci antiretrovirali usati da MSF nei propri progetti. Senza medicine di qualità e a costi contenuti provenienti dall’India, sarebbe stato impossibile portare i trattamenti per la cura dell’Aids ai livelli attuali e non si sarebbero potute salvare milioni di vite.

Attraverso il loro contributo al Fondo Globale per tubercolosi, HIV/AIDS e malaria, e ad altre agenzie sanitarie internazionali, i cittadini europei finanziano programmi che, grazie ai medicinali indiani, possono curare molte più persone. MSF e altre organizzazioni sono però preoccupate che l’U.E. possa compromettere tutto questo. La bozza di accordo contiene infatti diverse disposizioni allarmanti sulla proprietà intellettuale e restrizioni che vanno molto al di là di quanto stabilito dalle regole del commercio internazionale e che minacciano l’approvvigionamento di medicinali dall’India.

“Il diritto alla vita e alla salute di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo verrà sacrificato da questo accordo”, dichiara Loon Gangte presidente del Delhi Network of Positive People (DNP+). “Non si può anteporre il profitto alla cura delle persone. Questo accordo di libero scambio non può mettere a repentaglio la possibilità dell’India di fornire farmaci antiretrovirali per i milioni di pazienti con HIV/AIDS in India e nel resto del mondo”.

Una delle disposizioni più allarmanti è quella sull’“esclusività dei dati”: se venisse introdotta in India, le aziende produttrici che vogliano registrare e immettere sul mercato un farmaco generico, sarebbero costrette a ripetere i test clinici. Ciò non solo ritarderebbe o addirittura impedirebbe la registrazione delle versioni generiche di alcuni farmaci, ma sarebbe anche una violazione dell’etica medica, perché i pazienti sarebbero sottoposti a inutili rischi con test clinici i cui risultati sono già noti. Pertanto l“esclusività dei dati” creerebbe una nuova barriera, simile al brevetto, persino quando non c'è più brevetto su un farmaco.

“L’impatto di questa disposizione avrebbe gravi ripercussioni globali, perché i medicinali diventerebbero molto più cari e molte persone non potranno più permetterseli”, dichiara Ariane Bauernfeind, responsabile dei programmi di MSF per l’HIV in Sud Africa, Malawi, Lesotho e Zimbabwe. “Siamo già preoccupati dal fatto che i nuovi farmaci indiani vengano protetti da brevetti. L’accordo di libero commercio aggraverebbe una situazione già difficile”.

Nella bozza degli accordi c’è anche una disposizione che estenderebbe la durata dei brevetti oltre i 20 anni. Inoltre, dopo numerosi episodi di farmaci in transito attraverso l'U.E. verso Africa e America Latina, bloccati perché sospettati di violare i diritti di proprietà intellettuale, si teme che l’U.E. voglia oggi esportare le disposizioni delle sue direttive doganali forzando l’India ad adottarle.

I negoziati tra India e Unione Europea si aprono a Bruxelles questa settimana. L’Unione Europea ha dichiarato di volerli concludere prima del vertice EU-India previsto ad ottobre.

Lascia un Commento

Condividi con un amico