Angola le difficoltà  di Mavinga. Di James Nichols

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Nel sud dell’Angola, a soli 300 chilometri da Menongue, sorge la cittadina di Mavinga. Il modo migliore per raggiungere questa località è con l’aereo e anche con questo mezzo si possono incontrare dei problemi.

Con il cessate-il-fuoco firmato lo scorso aprile, sempre più regioni dell’Angola diventano accessibili, permettendo ai team di MSF di espandere la propria azione anche all’interno dei territori più remoti del paese.

Nella provincia di Cuando Cubango, MSF è stata attiva per due anni nei pressi della città di Menongue e adesso ha avuto la possibilità di raggiungere Mavinga, a circa 300 chilometri ad est.

Riuscire ad entrare in questa zona ha rappresentato la prima difficoltà. Durante la guerra civile, le strade che collegano Menogue a Mavinga sono state minate ed è molto rischioso percorrerle. Il modo migliore, anche se non privo di complicazioni, per raggiungere Mavinga è con l’aereo. MSF è atterrata in questa città lo scorso 17 giugno ed è stata la prima organizzazione umanitaria ad allestire un progetto di assistenza in questa località. Fino a questa settimana era l’unico soggetto operativo in quest’area.

Nel progetto di Mavinga, che copre anche le zone limitrofe, sono coinvolti 10 volontari internazionali e circa 200 collaboratori locali. I team di MSF hanno scoperto una regione priva di mezzi di sussistenza, con un elevato livello di malnutrizione grave e con condizioni di vita drammatiche. L’assenza di elettricità costringe i volontari a lavorare solo con la luce del giorno. La mancanza d’acqua nella regione contribuisce a creare condizioni igienico-sanitarie precarie.

A Mavinga e nelle zone circostanti vivono circa 7.000 persone. Altre 40.000 si trovano nelle aree di acquartieramento sorte intorno alla città. Quasi tutte le infrastrutture presenti sono state distrutte. La città è appena riconoscibile come tale grazie ad una collezione di edifici distrutti lungo la pista d’atterraggio. La popolazione locale è sparsa in tutta la regione, accampata lungo le rive di un fiume prosciugato o nella savana, rendendo più complicati i programmi di assistenza.

Nell’ultimo mese, MSF è riuscita ad utilizzare la malmessa pista d’atterraggio per portare urgentemente il personale sanitario e gli strumenti necessari a far fronte all’emergenza. Le attrezzature dell’aeroporto sono praticamente inesistenti e rifornire i velivoli è impossibile. Questi problemi pongono dei limiti al numero di voli che possono essere effettuati su Mavinga.

Le difficili condizioni di vita non sono un aspetto secondario: nella prima settimana MSF ha dovuto evacuare, per motivi medici, due volontari. Adesso viene effettuata una rotazione del personale per prevenire stress eccessivi e i relativi problemi medici.

Prime azioni
A due giorni dal proprio arrivo, MSF ha allestito un centro nutrizionale terapeutico. Al 28 giugno il centro ospitava più di 200 pazienti. Le condizioni sono catastrofiche: un tasso di malnutrizione globale del 25% e di malnutrizione grave del 10% (dati raccolti da un immediato monitoraggio di MSF). Le condizioni della popolazione sono drammatiche: manca il cibo, i mezzi di sopravvivenza elementari e l’assistenza medica di base.

Spesso queste persone non hanno ricevuto cibo per dieci giorni né dall’UNITA né dall’esercito governativo“, ha dichiarato Fred Meylan (capo-missione di MSF Svizzera in Angola).

MSF ha distribuito coperte (una per bambino) alla popolazione locale.

Aree di acquartieramento per il disarmo dell’UNITA
Le persone che si trovano nelle aree di acquartieramento allestite nei pressi di Mavinga, si trovano in condizioni appena migliori.

Nell’area di Campembe, durante la prima missione esplorativa, MSF ha trovato 100 persone gravemente malnutrite e dieci persone sono morte da quando è stata individuata questa zona (inizio aprile).

Nell’area di Matungo, nel mese di maggio il Ministero della salute angolano ha effettuato una vaccinazione contro la poliomelite ed è in funzione un centro di salute, non in grado di assistere i bambini gravemente malnutriti. Dalla prima visita di MSF, i casi più gravi sono stati trasferiti nel centro nutrizionale terapeutico di Mavinga, ma il problema del trasporto deve essere ancora risolto perché la strada da Matungo a Mavinga è in pessime condizione e ci voglio due ore per percorrerla.

Vaccinazioni contro il morbillo

A causa dell’estrema vulnerabilità dello stato di salute della popolazione locale e del concentramento di un gran numero di persone in quest’area, MSF ha deciso di lanciare una campagna di vaccinazione. Dal 28 giugno sono stati vaccinati 17.868 bambini di età compresa fra i sei mesi e i quindici anni.

MSF ha anche lanciato un programma di distribuzione generale di cibo, utilizzando gli stock del Programma Alimentare Mondiale (PAM). L’obiettivo di quest’azione è raggiungere le famiglie con bambini di età inferiore ai 5 anni per un totale di 982 beneficiari.

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