Baghdad aggiornamento delle attività  di MSF

  • Iraq

Ci aspettiamo una seconda ondata di pazienti – ha dichiarato Morten Rostrup, medico e Presidente internazionale diMSF, alla BBC Worldwide, da Baghdad – La scorsa settimana,tutti hanno abbandonato la città e i pazienti che hanno lasciato gli ospedali hanno sicuramente bisogno di cure. Inoltre, i pazienti che soffrono di malattie croniche come il diabete sono rimasti senza cure per un periodo molto lungo.

Un chirurgo e un anestesista di MSF hanno aiutato a rimettere in funzione una delle due tavole operatorie nel reparto chirurgico dell’ospedale Al Zafarania (40 letti), nel sud-est di Baghdad. Un generatore fornisce elettricità per tutto l’ospedale ma i black-out sono frequenti. Tutti i flaconi per le trasfusioni di sangue sono inutilizzabili e devono essere distrutte. Manca l’ossigeno per uso medico e questo può rappresentare un grave problema. Le capacità di sterilizzazione corrette ma l’equipaggiamento chirurgico deve essere verificato attentamente. Ieri, l’equipe di MSF ha medicato un paziente ferito durante un incidente di macchina e oggi continuerà a lavorare nell’ospedale al Zafarandia. MSF ha ordinato del materiale diagnostico, kit per l’analisi del sangue e degli anestetici.

L’Al Kindi, ospedale di 250 letti dove i medici di MSF hanno lavorato durante i primi giorni di guerra sembra finalmente non essere stato saccheggiato. Lo staff locale iracheno garantisce la sicurezza per quest’area della città (Nord-Est) e i medici sperano oggi di poter riavviare un reparto chirurgico. Sembra che non ci sia né acqua né elettricità e gli amministratori pensano di riaprire completamente l’ospedale in due o tre giorni. Sarà necessario pulire tutto l’edificio e rifare l’inventario delle medicine disponibili.

Nella giornata di ieri, l’ospedale Al Kadishia a Saddar City (prima Saddam City) ha ricoverato diversi pazienti. Per le viste si formavano lunghe code e le liste erano tutte piene. I chirurghi effettuano dai 5 agli 8 interventi al giorno e apparentemente non ci sarebbero problemi di acqua o elettricità.

L’ospedale della Croce-Rossa irachena era praticamente vuoto quando l’equipe di MSF è arrivata. Alcuni ricoverati e dei volontari erano lì e cinque pazienti si sono presentati per le visite. Il reparto era funzionante ma l’ospedale non aveva più medicine.

Dopo aver inviato già due convogli con dieci tonnellate di materiale medico arrivati a Baghdad ormai due settimane fa, MSF si appresta a inviare anestetici come la ketamina, il fentanyl, e il diazepam, e antidolorifici come il tramadol, la morfina, e il diclofenac, in aggiunta ad attrezzature chirurgiche come set per la stabilizzazione di fratture, un kit chirurgico per 300 operazioni, un kit per curare 150 feriti e forniture per la trasfusione di sangue.

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