Colera in Angola: seconda epidemia in un anno.

  • Colera
  • Angola

Ginevra, 29 novembre 2006 – Con l’arrivo della stagione delle piogge si è riaccesa un’epidemia di colera nel Sud dell’Angola e MSF ha deciso di riaprire il progetto a Lubango. Dall’inizio di novembre il numero di pazienti ha continuato a crescere toccando quota 1.427 a oggi e il tasso di mortalità rimane altissimo.

La prima ondata dell’epidemia si era registrata all’inizio di quest’anno e ora il colera sta colpendo di nuovo pesantemente l’Angola. Di fronte a al crescente numero di casi e all’emergere di nuovi focolai MSF ha deciso di lanciare un nuovo intervento di emergenza e di chiedere con urgenza alle autorità sanitarie del Paese e alle organizzazioni internazionali che operano nel Paese di assumersi le loro responsabilità per contrastare il dilagare dell’epidemia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’inizio del 2006 fino al 5 novembre scorso in Angola si sono registrati 58.138 casi di colera con 2.382 decessi.

A Lubango, capitale della provincia di Huìla, nel corso della prima epidemia MSF si è presa cura di 600 pazienti in un centro di cura del colera. La situazione era apparsa sotto controllo a luglio e le infrastrutture erano state date in gestione alle autorità sanitarie locali perché rispondessero a eventuali bisogni futuri. MSF chiede dunque un’azione immediata.

“Le altre associazioni, soprattutto quelle attive nel settore della purificazione e distribuzione dell’acqua devono intervenire in modo più efficace a Lubango”, dice Andrei Slavuckij, responsabile delle operazioni di MSF in Angola. “Oggi abbiamo tra i 50 e i 60 pazienti al giorno che ci richiedono cure e se non si adotteranno serie misure di prevenzione questo numero potrebbe diventare ancora più alto. Le piogge si sono intensificate rendendo il lavoro del team ancora più difficile”.

Oggi MSF ha inviato un team di urgenza di 17 volontari internazionali (sanitari e logisti) che lavoreranno con una squadra numerosa di collaboratori locali. Un cargo con 19 tonnellate di materiale logistico è stato già spedito insieme al materiale medico e farmaci necessari per mettere in funzione il centro di cura e per monitorare il sistema di approvvigionamento di acqua della città insieme all’amministrazione locale.

Un altro team di MSF è in viaggio per monitorare i bisogni in cui sembra che l’epidemai abbia iniziato a diffondersi.

 

 

 

Lascia un Commento

Condividi con un amico