Così MSF aiuta i bambini di Bukama nella RDC.

  • Morbillo
  • Repubblica Democratica del Congo

(13/07/2007)

A Bukama è quasi mezzogiorno. Sotto un sole cocente, il 4×4 di MSF sale lungo il sentiero roccioso che porta alla collina di Kabamoma. Il suono di una nenia si fa sempre più percettibile nell’abitacolo, quasi a coprire il rumore del veicolo sballottato dalla strada accidentata. C’è una fila di circa dieci persone tra uomini, donne e bambini che procede rapidamente lasciandosi alle spalle una scia di polvere rossa. Gli uomini portano a braccia una scatola di cartone lunga meno di un metro. “È un funerale” dice sospirando Paul, autista di MSF, mentre ferma la macchina per consentire il passaggio del corteo funebre. “Qualche settimana fa a Bukama seppellivano bambini ogni giorno. I cortei funebri sono diventati molto più rari da quando MSF ha avviato il suo progetto ma come puoi vedere ogni tanto ci sono ancora…“.

Perché i bambini muoiono a Bukama? Alla fine del 2006, la regione del Katanga (sud-est) situata alla foce del fiume Congo, è stata colpita da terribili inondazioni. L’acqua ha distrutto molte case nel quartiere vicino al fiume. Oggi, a diversi mesi di distanza, le case in rovina si mescolano a migliaia di sassi sparsi per le strade della città. Qualcuno qui dice che Bukama vuol dire “città dei sassi” nella lingua locale.

L’acqua si è presa tutto ed è durata tre mesi. Il campo da calcio è ancora allagato e la gente addirittura ci pesca dentro” spiega Céline Zegers, infermiera di MSF e responsabile delle operazioni di emergenza a Bukama. “Circa 2.000 persone sono fuggite sulla collina trovando rifugio nel campo di Kabamoma, dove sopravvivono in ripari di paglia coperti da vecchi teli in plastica e circordati da pietre. Altri sono andati a stare presso uno dei tanti familiari oppure stanno ricostruendo la loro casa. Secondo le nostre stime, le inondazioni hanno colpito 32.000 persone, cioè metà della popolazione di Bukama“.

Al momento delle inondazioni, alla fine del 2006, la squadra di emergenza di MSF in Congo, costituita da 30 tra volontari internazionali e congolesi, si trovava a Bukama per fronteggiare un’epidemia di colera. La squadra si è immediatamente attivata per prestare assistenza gratuita alle vittime del disastro e attualmente dà supporto a due strutture che si trovano nel quartiere devastato di Kisanga wa Byoni e all’ingresso del campo di Kabamoma. Questi centri sanitari accolgono settimanalmente oltre 1.000 pazienti, la maggior parte dei quali soffre di malaria e affezioni respiratorie.

MSF è anche preoccupata per la situazione nutrizionale perché le piantagioni, che spesso sono situate lungo il fiume, sono state completamente devastate dalle inondazioni e il raccolto è andato distrutto. Una rapida valutazione effettuata dai team di MSF indica un numero allarmante di bambini affetti da malnutrizione.

Per fronteggiare questa situazione, MSF ha aperto un progetto nutrizionale a Bukama all’inizio di maggio. Ad oggi sono stati ammessi nel progetto circa 450 bambini, la maggior parte dei quali proviene da famiglie sfollate. MSF offre anche “follow up” medico e razioni di cibo terapeutico per bambini malnutriti nel suo centro terapeutico nutrizionale ambulatoriale. Le persone che presentano complicazioni mediche vengono ricoverate e tenute sotto osservazione giorno e notte in un apposito reparto del centro. Qui i pazienti ricevono latte nutrizionale e cibo terapeutico varie volte al giorno fino a quando sono in condizioni di tornare a casa ed essere reinseriti nella sezione ambulatoriale del progetto.

La parte più difficile è rappresentata dalla componente sociale del progetto” spiega Joseph Musakana, infermiere responsabile del progetto nutrizionale. “Abbiamo addestrato circa dieci assistenti sociali, anche loro sfollati, che hanno il compito di andare in giro per la comunità per individuare i bambini che necessitano di cure” Gli operatori sociali sono anche responsabili del “follow up” di questi bambini per tutta la durata della terapia nutrizionale e oltre, fino a quando non sono completamente ristabiliti. “Su 77 bambini ricoverati la scorsa settimana nel progetto, 75 sono stati portati dagli assistenti sociali. Quindi gli assistenti sociali hanno un ruolo fondamentale” aggiunge Joseph Musakana.

Un terzo dei bambini affetti da malnutrizione ha anche contratto il morbillo, una malattia che colpisce soprattutto i bambini con un sistema immunitario indebolito. MSF cura i casi di morbillo nelle due strutture sanitarie cui dà supporto e inoltre, per contenere l’epidemia, vaccina i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 15 anni. In poco più di un mese, MSF ha vaccinato oltre 120.000 bambini che vivono in varie località della zona sanitaria di Bukama.

La situazione è nettamente migliorata rispetto a qualche settimana fa, quando tutti i giorni si vedevano dei cortei funebri” dice Céline Zegers. “Ma anche se i tassi di mortalità sono scesi a livelli accettabili, la popolazione sfollata ha ancora bisogno di coperte, zanzariere, materiali da costruzione e così via. In pratica ha bisogno dei materiali minimi necessari per potersi ricostruire una vita“.

 

MSF lavora nella RDC dal 1981. Circa 2.500 congolesi affiancano oltre 200 volontari internazionali nel dare assistenza medica alla popolazione congolese all’interno di 26 progetti dislocati in tutto il paese.

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