DARFUR: gli aiuti agli sfollati del Sud sono ancora insufficienti.

  • Sudan

Nyala, Roma, 27 settembre 2004– Una nuova indagine epidemiologica condotta da Medici Senza Frontiere (MSF) nel Darfur del Sud rivela che complessivamente il livello e la qualità degli aiuti umanitari continua ad essere insufficiente. Nel campo di Kalma, nei pressi di Nyala, dove circa 66.000 persone fuggite dalle violenze hanno trovato rifugio e dove MSF sta curando 3.900 bambini malnutriti, l’indagine ha riportato tassi di mortalità e malnutrizione ben sopra la soglia d’emergenza. MSF avverte che senza un aumento della mobilitazione degli aiuti nel Darfur del Sud, le condizioni sanitarie e nutrizionali nella regione potrebbero peggiorare ulteriormente.
 
"E’ vergognoso che a soli pochi minuti di macchina dall’aeroporto internazionale di Nyala, più di 66.000 sfollati continuino a vivere senza un’assistenza nutrizionale e sanitaria adeguata," dichiara Vince Hoedt, coordinatore dei progetti di MSF nel Darfur del Sud. "Gli sfollati che vivono nel campo di Kalma sono totalmente dipendenti dalle distribuzioni di cibo, ancora irregolari e insufficienti. Ogni giorno continuano ad arrivare altre persone fuggite alle violenze. Nonostante la presenza di organizzazioni umanitarie all’interno del campo, la comunità internazionale e il governo sudanese non sono stati capaci di rispondere ai bisogni più elementari", conclude Hoedt. Nel campo di Kalma, MSF fornisce assistenza medica e nutrizionale, ma c’è urgente bisogno d’aiuto per evitare che la situazione peggiori.
 
Condotta tra il 2 e il 6 settembre 2004, l’indagine di MSF ed Epicentre nel campo di Kalma ha riscontrato che circa un quarto dei bambini d’età inferiore ai cinque anni, 23.6%, è malnutrito, il 3.3% di loro è così grave che un aiuto immediato è necessario per evitare che muoiano. Un’indagine retrospettiva sulla mortalità condotta simultaneamente ha rivelato che negli ultimi sette mesi circa 2.500 persone sono morte e di queste 1.100 erano bambini sotto i cinque anni. Questi dati sono ben sopra le soglie d’emergenza. Stime dell’ultimo mese non mostrano nessun miglioramento, nonostante sia aumentato l’accesso alle risorse sanitarie nel campo di Kalma. La principale causa di morte nel campo è la diarrea, ma le violenze sono responsabili del 57% dei morti tra gli adulti.
 
Un’altra indagine epidemiologica condotta da MSF e Epicentre alla fine del mese di agosto tra i 78.000 sfollati che vivono a Kass ha riscontrato un alto tasso di mortalità negli ultimi mesi, specialmente tra i bambini sotto i cinque anni. A Muhajiriya, a 90 chilometri ad est di Nyala, un monitoraggio ha riscontrato una malnutrizione minore, ma i 13.000 sfollati presenti sono appena arrivati, fuggendo dalle violenze nella regione. L’88% dei morti tra gli adulti sfollati di Muhajiriya è causato da violenze. Senza scorte di cibo e con pochi beni a disposizione, la loro situazione potrebbe ulteriormente peggiorare se non verrà fornita un’assistenza immediata.
 
"Gli sfollati nel Darfur del Sud continuano a vivere al limite. Si sentono insicuri e hanno paura di tornare nei loro villaggi a causa delle continue violenze e molte altre persone continuano ad arrivare ogni giorno a Kalma e a Muhajariya," afferma Vince Hoedt. "Le distribuzioni di cibo sono riuscite ad evitare il peggio fino ad ora, ma la situazione resta precaria a meno che non vengano aumentati gli aiuti."
 
MSF è presente in Darfur con 206 operatori internazionali e 2.000 operatori locali. MSF è anche presente in Ciad, al confine con il Darfur, con 35 operatori internazionali operative nei campi profughi presenti lungo il confine. I team di MSF sono operativi in più di 26 località del Darfur, dove effettuano visite mediche, curano le vittime delle violenze, assistono i bambini malnutriti, migliorano l’approvvigionamento di acqua per oltre 700.000 sfollati.

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