Donne e ragazze continuano a essere vittime della violenza in Darfur.

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“Non è possibile che il Darfur passi da essere la più grave crisi umanitaria lo scorso anno al non fare più notizia in assenza di un intervento esterno, e non c‘è stato alcun intervento serio.” Paul Foreman, ex capo missione di MSF in Sudan.

Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite mostra come le donne e le ragazze nel Darfur continuino a essere vittime di stupri e altre forme di violenza sessuale. Il rapporto conferma quanto contenuto in un precedente rapporto di Medici Senza Frontiere (MSF), che ebbe come risultato una smentita da parte del governo sudanese e l’arresto dei suoi autori a maggio.

L’ex capo missione di MSF in Sudan, Paul Foreman, arrestato e imprigionato con l’accusa di spionaggio in maggio in seguito alla pubblicazione del rapporto di MSF sulle violenze sessuali, ha raccontato al British Medical Journal che i risultati di quest’ultimo rapporto delle Nazioni Unite non sono affatto sorprendenti.

“Il nostro rapporto mostrava semplicemente ciò che tutti sapevano accadere ma il governo a Khartoum era in un tale stato di diniego che la sua unica risposta sembrò quella di sparare al messaggero. Ci disprezzano per avere detto la scomoda verità, ma senza di noi non sono in grado fornire assistenza medica ai poveri”.

Foreman afferma: “Non è possibile che il Darfur passi da essere la più grave crisi umanitaria lo scorso anno al non fare più notizia in assenza di un intervento esterno, e non c‘è stato alcun intervento serio.”

Leggi il rapporto di MSF sulle violenze sessuali in Darfur >>
Leggi l’articolo completo del British Medical Journal >>

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