A seguito della dichiarazione ufficiale di un’epidemia di Ebola da parte del ministero della salute della Repubblica Democratica del Congo, Medici Senza Frontiere si sta preparando a potenziare rapidamente la propria risposta medica nella provincia di Ituri, nel nord-est del paese.
Un nuovo focolaio
Lo scorso fine settimana abbiamo ricevuto segnalazioni di un aumento del numero di decessi per una sospetta febbre emorragica virale nella zona sanitaria di Mongwalu, un’area a nord-ovest di Bunia, la capitale della provincia di Ituri.
In collaborazione con il ministero della salute, un nostro team si è recato sul posto per valutare la situazione e ha riscontrato che 55 persone erano morte dall’inizio di aprile. Abbiamo, inoltre, ricevuto segnalazioni successive relative all’identificazione di casi nelle zone sanitarie di Bunia e Rwampara.
Secondo le autorità congolesi, nelle 3 zone sanitarie sono stati segnalati in totale 246 casi sospetti e oltre 80 decessi. Questa epidemia è stata causata dal virus Ebola Bundibugyo, contro cui non esistono attualmente vaccini né trattamenti approvati, a differenza del più comune ceppo Zaire.
Il 15 maggio le autorità sanitarie dell’Uganda hanno confermato a loro volta un paziente colpito dal virus Ebola Bundibugyo. Si tratta di un uomo congolese di 59 anni, deceduto il 14 maggio. Abbiamo informato il ministero della salute ugandese di essere pronta a supportare la risposta delle autorità sanitarie.
Il numero di casi e di decessi che stiamo osservando in un lasso di tempo così breve, unito alla diffusione in diverse zone sanitarie e ora oltre confine, è estremamente preoccupante. In Ituri, molte persone hanno già difficoltà ad accedere all’assistenza sanitaria e vivono in una situazione di continua insicurezza. È fondamentale un intervento rapido per impedire che l’epidemia si aggravi ulteriormente”. Trish Newport responsabile del programma di emergenza di MSF
La nostra risposta
Attualmente abbiamo operatori nelle zone colpite dell’Ituri per valutare i bisogni medici e sta coordinandosi strettamente con le autorità sanitarie congolesi. Nella nostra clinica di Salama a Bunia, i nostri team hanno 3 casi sospetti, che sono stati isolati.
In questo momento, stiamo mobilitando ulteriori équipe composte da personale medico, logistico e di supporto con esperienza nella risposta alle epidemie di febbre emorragica virale, oltre a forniture essenziali, per avviare una risposta su larga scala il più rapidamente possibile.
Ci adopereremo inoltre per garantire l’adozione di rigorose misure di prevenzione nei propri progetti esistenti, al fine di proteggere il nostro personale, i nostri pazienti e il loro accesso all’assistenza sanitaria.
Il tasso di mortalità stimato del ceppo Bundibugyo è compreso tra il 25 e il 40 per cento. Si tratta del terzo focolaio rilevato che coinvolge il ceppo Bundibugyo, dopo quelli verificatisi in Uganda nel 2007-2008 e nella RDC nel 2012.
Ebola è una febbre emorragica trasmessa all’uomo attraverso il contatto diretto con sangue, secrezioni, organi o altri fluidi corporei di animali infetti. La trasmissione da uomo a uomo avviene attraverso il contatto ravvicinato con i fluidi corporei di individui infetti.
Abbiamo risposto a molteplici focolai di Ebola nella RDC negli ultimi anni. Questo focolaio segna il diciassettesimo nel paese da quando è stato scoperto il primo caso nel 1976.