A un anno dall’inizio della gestione della Gaza Humanitarian Foundation (GHF) dei punti di distribuzione alimentare militarizzati nella Striscia di Gaza – sostituendo il sistema di distribuzione degli aiuti coordinato dalle Nazioni Unite – MSF continua ancora oggi a curare decine di pazienti colpiti da queste violenze, che convivono con traumi e, in molti casi, con ferite permanenti.
6 mesi di violenze e uccisioni
La GHF, gestita da Israele con il sostegno finanziario degli Stati Uniti e di altri alleati, ha cessato l’attività nel giro di 6 mesi, poiché gli episodi di violenza a essa collegati hanno causato migliaia di morti e feriti.
Mentre i piani per la Striscia di Gaza sono in continua evoluzione, ricordiamo a Israele e agli Stati Uniti che la militarizzazione degli aiuti umanitari rischia di provocare gravi violenze e sofferenze e non dovrebbe mai ripetersi.
Come documentato da MSF con prove mediche, persone che cercavano cibo in condizioni disperate e simili a un assedio hanno subito livelli terrificanti di violenza mirata e indiscriminata. Dei bambini sono stati colpiti al petto mentre cercavano di raggiungere il cibo, delle persone sono state schiacciate o soffocate nella calca e intere folle sono state colpite da spari nei punti di distribuzione. Oggi molti dei pazienti legati alla GHF dipendono interamente dalla beneficenza e dalle cucine comunitarie a causa dei problemi di mobilità e dell’impossibilità di lavorare e mantenere le proprie famiglie”. Joan Tubau capomissione di MSF nei Territori Palestinesi Occupati
La GHF è stata istituita per fornire assistenza alimentare alla popolazione di Gaza, dopo mesi di blocco totale imposto da Israele, sostituendo circa 400 siti di distribuzione già esistenti.
I 4 siti della GHF sono diventati operativi alla fine di maggio 2025 ed erano “protetti” da appaltatori armati statunitensi privati, mentre le forze israeliane mantenevano il controllo del perimetro circostante.
Tra giugno e ottobre 2025, le nostre équipe hanno registrato almeno 32 morti e curato 1.885 pazienti feriti nei centri di assistenza primaria di Al Attar e Al Mawasi, a Khan Younis.
Alcune testimonianze
Karim, che lavorava come barbiere, ha riportato ferite permanenti che hanno danneggiato un nervo della gamba, e racconta:
Il mio amico è stato giustiziato davanti ai miei occhi. Mi tormenta ancora oggi. Entrambi siamo stati catturati e ammanettati dietro la schiena [dai soldati israeliani]. Hanno fatto arrivare un drone sopra di me e a 4 uomini è stato ordinato di portarmi via.
Un altro paziente, Muhammad, è stato colpito da 9 proiettili. Spera di poter tornare a camminare, ma soffre di dolori cronici e necessita di fisioterapia:
Non c’era mai abbastanza cibo per tutti. La gente veniva schiacciata perché i cancelli stretti di ferro non erano abbastanza larghi. Ho visto molti morti, comprese donne. Una era stata colpita al petto, un’altra alla schiena. Sparavano da diversi punti. Il soldato israeliano che mi ha sparato era posizionato su una collina. Mentre ero sdraiato a terra, ho fatto cenno, ‘vi prego basta, fermatevi’. Ma lui ha sparato alle mie mani solo per divertimento.
Mustafa, tassista di Rafah, ha sviluppato una grave infezione al tallone dopo che un colpo d’arma da fuoco gli aveva fratturato due ossa; oltre che aver perso un nipote di 17 anni, perché colpito alla testa e ucciso da un cecchino:
La GHF era davvero umiliante, migliaia di persone correvano verso di loro e poi l’esercito israeliano ci sparava addosso da postazioni fisse. Due terzi delle persone ferite che conosco a Gaza sono casi legati alla GHF.
Queste testimonianze riflettono la situazione di molte persone costrette a convivere con fissatori esterni o che necessitano ancora di un monitoraggio medico costante.
Le drastiche conseguenze
La GHF ha, inoltre, avuto un ruolo chiave nella crisi di malnutrizione provocata da Israele. La drastica riduzione dei punti di distribuzione del cibo e degli aiuti, unita all’assedio totale, all’intensificarsi delle violenze, agli sfollamenti di massa e alla distruzione delle strutture sanitarie, ha contribuito direttamente alla carestia dichiarata a metà del 2025, con conseguenze devastanti sui gruppi più vulnerabili, come donne in gravidanza, neonati e bambini.
Nulla di ciò che riguardava la GHF rappresentava una soluzione umanitaria. A un anno di distanza, l’entità dei danni inflitti alle persone nei punti di distribuzione GHF, senza alcuna assunzione di responsabilità, richiede un’indagine indipendente. La decisione della Corte Internazionale di Giustizia del 22 ottobre 2025 rafforza l’obbligo di Israele di garantire un accesso umanitario senza ostacoli e condanna modelli di aiuto, come la GHF, che falliscono nell’alleviare la sofferenza”. Joan Tubau capomissione di MSF nei Territori Palestinesi Occupati
Chiediamo a Israele, agli Stati Uniti e a tutti gli attori che esercitano influenza di garantire che gli aiuti siano non militarizzati, accessibili e fondati sui principi di indipendenza, imparzialità, neutralità e umanità.
L’assistenza umanitaria deve poter raggiungere tutti i civili in sicurezza, sulla base della vulnerabilità e dei bisogni, ovunque scelgano di vivere e su larga scala.