Secondo un’analisi dei dati medici pubblicata oggi da Medici Senza Frontiere, la malnutrizione artificiosamente provocata da Israele a Gaza ha avuto conseguenze devastanti sulle donne incinte e su quelle che allattano, sui neonati e sui bambini di età inferiore ai 6 mesi durante i periodi di intense ostilità e assedio, come quello di metà 2025.
Una crisi di malnutrizione provocata artificiosamente
In 4 strutture sanitarie gestite e supportate dalle nostre équipe, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026, i nostri team hanno registrato livelli più elevati di prematurità e mortalità tra i neonati nati da madri affette da malnutrizione durante la gravidanza, alti livelli di aborti spontanei, e un forte aumento delle interruzioni delle cure tra i bambini malnutriti.
Attribuiamo questi dati al blocco dei beni essenziali imposto da Israele e agli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le strutture mediche. L’insicurezza, gli sfollamenti, le restrizioni agli aiuti e l’accesso limitato al cibo e alle cure mediche hanno avuto conseguenze devastanti per la salute materna e neonatale.
La situazione rimane estremamente fragile nonostante il cosiddetto cessate il fuoco ed esorta le autorità israeliane a consentire immediatamente l’ingresso senza ostacoli di assistenza e rifornimenti vitali.
La crisi di malnutrizione è interamente artificiale. Prima della guerra, la malnutrizione a Gaza era praticamente inesistente. Da 2 anni e mezzo, il blocco sistematico degli aiuti umanitari e delle merci commerciali, unito all’insicurezza, ha fortemente limitato l’accesso al cibo e all’acqua potabile. Le strutture sanitarie sono state costrette a chiudere e le condizioni di vita sono gravemente peggiorate. Di conseguenza, le persone più vulnerabili sono esposte a un rischio maggiore di malnutrizione”. Mercè Rocaspana referente medico di MSF per le emergenze
Analizzando i dati raccolti da 201 madri di neonati in cura nelle unità di terapia intensiva neonatale degli ospedali Al Nasser e Al Helou, a Khan Younis e Gaza City, tra giugno 2025 e gennaio 2026, emerge che più della metà delle donne ha sofferto di malnutrizione nel corso della gravidanza e il 25% era ancora malnutrito al momento del parto.
Le devastanti conseguenze della malnutrizione durante la gravidanza
Il 90% dei bambini nati da madri affette da malnutrizione è nato prematuro e l’84% presentava un basso peso alla nascita, un’incidenza molto più elevata rispetto ai bambini nati da madri non malnutrite al momento del parto. La mortalità neonatale era doppia tra i neonati nati da madri affette da malnutrizione rispetto a quelli nati da madri non malnutrite.
Tra ottobre 2024 e dicembre 2025, i nostri team hanno ammesso 513 neonati di età inferiore ai 6 mesi nei programmi ambulatoriali di alimentazione terapeutica presso le strutture sanitarie di base di Al Mawasi e Al Attar a Khan Younis. Di questi, il 91% era a rischio di ritardi nella crescita e nello sviluppo.
A dicembre, 200 neonati non facevano più parte del programma: solo il 48% di loro era guarito, il 7% era deceduto, il 7% era stato indirizzato a un programma per bambini più grandi e un incredibile 32% aveva interrotto il trattamento, principalmente a causa dell’insicurezza e dello sfollamento.
La riduzione dei ricoveri tra la fine di luglio e l’inizio di agosto 2025 ha coinciso con un periodo di intensificata insicurezza e interruzioni nella distribuzione di cibo. La maggior parte delle madri ha richiesto sostegno nutrizionale anche quando ai bambini non era ancora stata diagnosticata la malnutrizione, il che riflette la diffusa insicurezza alimentare causata dal blocco imposto da Israele, che ha di fatto impedito l’ingresso di cibo a Gaza per mesi. Le famiglie hanno adottato meccanismi di adattamento, spesso dando la priorità agli uomini e ai bambini rispetto alle madri nella distribuzione del cibo limitato”. Marina Pomares coordinatrice medica di MSF per la Palestina
Livelli di malnutrizione senza precedenti
Prima della guerra non esistevano reparti specializzati nell’alimentazione terapeutica. Le nostre équipe hanno individuato i primi casi di malnutrizione infantile nel gennaio 2024. Da allora fino a febbraio 2026, abbiamo ricoverato 4.176 bambini di età inferiore ai 15 anni, il 97% dei quali sotto i 5 anni, per malnutrizione acuta nell’ambito dei programmi ambulatoriali e di ricovero. Nello stesso periodo, 3.336 donne in gravidanza e in allattamento sono state inserite nei programmi ambulatoriali.
Il mio figlio più piccolo è morto a 5 mesi a causa di una grave malnutrizione. Anche io ho sofferto di malnutrizione durante la gravidanza e ho avuto problemi di diarrea e debolezza. Vivo in una casa parzialmente distrutta. Mio marito era un pescatore con una piccola barca, che i bombardamenti israeliani hanno distrutto. Non abbiamo un reddito fisso”. Mona donna di 23 anni curata da MSF
Il cessate il fuoco del gennaio 2025 è terminato a metà marzo 2025. Entro la fine di maggio 2025, i punti di distribuzione alimentare sono passati da circa 400 ai soli 4 della Gaza Humanitarian Foundation, molti dei quali operavano in condizioni precarie e con aperture irregolari.
Inoltre, il blocco sui camion commerciali di generi alimentari ha limitato drasticamente l’accesso al cibo, mentre la presenza di punti di distribuzione militarizzati e ritenuti insicuri ha reso ancora più difficile per la popolazione ricevere l’assistenza alimentare di cui c’era tanto bisogno.
Nei mesi successivi, le strutture da noi supportate, hanno registrato un forte aumento dei pazienti in cerca di cure a causa delle violenze perpetrate nei punti di distribuzione alimentare e della malnutrizione legata alla privazione di cibo.
Molte donne hanno anche riferito di aver vissuto uno stress e un’ansia estremi legati ai rischi significativi affrontati dai membri maschi della famiglia che tentavano di procurarsi cibo nei siti della GHF, nonché agli intensi bombardamenti aerei e agli sfollamenti che ne sono derivati.
Le nostre équipe hanno osservato un numero elevato di aborti spontanei durante questo periodo, identificando l’alto livello di stress come un fattore determinante.
Tra il 16 ottobre e il 30 novembre 2025, secondo la Classificazione integrata delle fasi di sicurezza alimentare, che ad agosto aveva dichiarato una carestia, la prima in assoluto nella regione mediorientale,si stima che circa 3/4 della popolazione di Gaza abbiano dovuto affrontare livelli elevati di insicurezza alimentare acuta.