Ancora una volta, a Gaza, Medici Senza Frontiere ha curato pazienti con devastanti ferite da esplosione causate dagli attacchi aerei delle forze israeliane.
Il 25 luglio, 7 raid aerei hanno colpito diverse aree della Striscia tra le 12:00 e le 18:00. In totale, 8 pazienti feriti sono stati trasferiti nel nostro ospedale da campo ad Al Zawayda, a Deir El Balah.
Ancora raid aerei nella Striscia di Gaza
Negli ultimi 30 giorni, abbiamo curato 49 pazienti feriti in attacchi aerei israeliani o da cecchini israeliani. Almeno 15 di loro erano bambini.
Uno dei pazienti arrivati sabato era così gravemente ferito che abbiamo dovuto operarlo immediatamente. Abbiamo dovuto amputargli 3 arti. Ha inoltre perso completamente la vista da un occhio e, poiché anche l’altro ha subito un trauma importante, molto probabilmente resterà cieco per il resto della sua vita. Meno di 2 ore dopo, un altro attacco aereo ha colpito Deir El Balah, vicino all’ospedale Al-Aqsa. In seguito a quell’episodio, abbiamo inviato 2 volte le nostre ambulanze per soccorrere e trasportare in totale 6 persone. Quello che il personale medico continua a ripetere è che non si tratta affatto di un cessate il fuoco”. dottoressa Randa Masoud coordinatrice medica di progetto di MSF
L’attacco nei pressi dell’ospedale Al-Aqsa ha colpito l’ingresso della struttura, uccidendo 2 persone e ferendone 10. Oltre ai pazienti feriti in questo attacco, più tardi nello stesso giorno altre persone sono state trasferite dal pronto soccorso dell’ospedale Al-Aqsa al nostro ospedale da campo, poiché il reparto di chirurgia era al completo.
La protezione delle strutture sanitarie deve essere garantita. Ogni attacco contro o nelle vicinanze di una struttura sanitaria mette a rischio la vita dei pazienti, dei familiari che li assistono e del personale medico, oltre a interrompere le cure salvavita per tutte le persone che ne dipendono.
In tutta la Palestina, le persone sono costantemente sotto attacco da parte delle forze israeliane. Alle ferite fisiche si aggiungono profondi traumi psicologici e ostacoli nell’accesso alle cure.
Continuiamo a esserne testimoni, e i pazienti continuano a pagarne il prezzo.