Gaza: MSF chiede rilascio immediato del dott. Obeid dopo 2 anni di detenzione arbitraria

Gaza: MSF chiede rilascio immediato del dott. Obeid dopo 2 anni di detenzione arbitraria

Medici Senza Frontiere chiede il rilascio immediato e incondizionato del dottor Mohammed Obeid, che dal 26 ottobre 2024 è detenuto dalle forze israeliane senza alcuna accusa.

Il caso del dottor Obeid

Il dottor Obeid, chirurgo ortopedico della nostra organizzazione, è stato arrestato mentre era in servizio presso l’ospedale Kamal Adwan, nel nord di Gaza, dove forniva cure mediche salvavita. Da allora è detenuto in condizioni disumane e senza alcun contatto diretto con la sua famiglia. Il suo unico contatto con il mondo esterno è costituito dalle visite del suo avvocato, che sono però sporadiche.

Esprimiamo profonda preoccupazione per la sua salute e le sue condizioni, piena solidarietà a lui e alla sua famiglia, e chiediamo che i suoi diritti, la sua dignità e la sua libertà gli siano restituiti senza ulteriori indugi.

Fino al suo arresto da parte delle forze israeliane il 26 ottobre 2024, il dottor Obeid era uno dei pochi chirurghi rimasti nel nord della Striscia di Gaza. Il dottor Obeid è un chirurgo stimato e brillante che ha salvato innumerevoli vite in circostanze difficili e talvolta con scorte limitate in diversi ospedali di Gaza.

La detenzione del personale sanitario

Il suo caso non è isolato. Israele continua a detenere arbitrariamente decine di operatori sanitari di Gaza. Ai sensi del diritto umanitario internazionale il personale medico è protetto e non dovrebbe essere punito per aver svolto le proprie mansioni mediche.

Gaza ha bisogno dei suoi medici. Il personale medico, come chirurghi e pediatri, è oggi di fondamentale importanza a Gaza. Molti bambini necessitano di cure ortopediche urgenti e circa 6.000 persone che hanno subito un’amputazione necessitano di una riabilitazione urgente a lungo termine. Il dottor Obeid è uno dei pochissimi chirurghi ortopedici presenti a Gaza.

Continuiamo a chiedere il suo rilascio immediato e il ricongiungimento con la sua famiglia, così come il rilascio di tutto il personale sanitario detenuto arbitrariamente.

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