Di seguito la dichiarazione di Pascale Coissard, coordinatrice per l’emergenza di Medici Senza Frontiere (MSF) a Gaza, sulla situazione all’ospedale Nasser.
“Gli ordini di sfollamento e i bombardamenti delle forze israeliane nelle immediate vicinanze dell’ospedale Nasser, a Khan Younis, ci hanno costretto a modificare le nostre operazioni nell’ospedale, in particolare a trasferire parte dei servizi di ortopedia e per le ustioni al nostro ospedale da campo a Deir Al Balah.
Questa decisione è stata presa per ridurre al minimo i rischi per alcuni pazienti e per il personale, la cui sicurezza è la nostra massima priorità. Nonostante l’insicurezza e le restrizioni agli spostamenti, il nostro impegno nei confronti dell’ospedale Nasser continua con team in azione nei reparti di maternità e pediatria, l’offerta di visite specialistiche e il supporto tecnico e finanziario.
L’ospedale Nasser dispone delle ultime unità di terapia intensiva funzionanti per bambini e neonati nel sud di Gaza, che non possono essere trasferite. Questa struttura è l’unica speranza rimasta per i palestinesi nel sud di Gaza, in particolare per le donne e i bambini che necessitano di cure mediche urgenti e che vivono sotto i bombardamenti e gli sfollamenti continui, senza accesso nemmeno ai servizi e alle forniture di base.
È fondamentale che l’ospedale Nasser sia pienamente protetto, rispettato e possa continuare a funzionare”.