HIV-AIDS: l esperienza di MSF in un paese a bassa prevalenza .

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Quando si parla di “AIDS e paesi in via di sviluppo”, la mente corre alla drammatica realtà sub-sahariana, fatta di povertà estrema e di percentuali altissime di prevalenza nella popolazione generale, dal 14% della Repubblica Centrafricana fino al 40% del piccolo Botswana. Ma anche nei paesi cosiddetti “a bassa prevalenza”, spesso classificati, dagli indicatori macro-economici normalmente in uso, come “mediamente sviluppati” o “di medie risorse”, si continua a morire di AIDS non trattato. E’ il caso del Guatemala, il piccolo paese centramericano in cui MSF è presente con ben quattro progetti di assistenza sanitaria per pazienti con HIV-AIDS: quello dell’ospedale Roosevelt a Ciudad de Guatemala, iniziato nel lontanto 2001; quello della clinica MSF di Yaloc (sempre a Ciudad de Guatemala); quello di Cuatapeque e quello di Puerto Barrios.

Complessivamente, in questi quattro progetti stanno ricevendo terapia antiretrovirale più di 1300 pazienti. La possibilità di utilizzare, almeno in prima intenzione, farmaci antiretrovirali generici di qualità appropriata, ha ovviamente permesso di ridurre sostanzialmente i costi della terapia e di conseguenza di aumentare il numero di trattamenti e delle vite prolungate; anche se va purtroppo rilevato lo scarso entusiasmo che i fabbricanti di antiretrovirali generici dedicano a penetrare il mercato guatemalteco e centramericano in generale, finanziariamente poco attraente anche per loro, proprio perché caratterizzato dalle “medie risorse” e dalla “bassa prevalenza” (ovverossia, da relativamente pochi pazienti, mediamente non in grado di assicurare un buon ritorno economico).

Ma il Guatemala fa parte del gruppo dei paesi centramericani che hanno firmato, nel dicembre 2003, il CAFTA (Central American Free Trade Agreement), accordo di libero commercio con gli Stati Uniti, che se ratificato dal Parlamento potrebbe avere delle conseguenze molto gravi per le persone affette da HIV-AIDS, in quanto introduce clausole per la protezione del monopolio dei farmaci “innovatori” che vanno ben al di là della protezione brevettuale prevista dalle norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. E la politica di prezzi che le aziende “innovatrici” (*) applicano per gli antiretrovirali in America latina non lascia immaginare scenari positivi: mancano, in generale, politiche di prezzi equi ed omogenei a livello regionale, ed in Guatemala manca anche un sistema di distribuzione a livello regionale (tant’é che MSF, come altri attori sanitari, deve acquistare gli antiretrovirali “innovatori” per il Guatemala in Costa Rica).

A sua volta, anche il Decreto 9-2003, introduce nella legislazione nazionale sulla proprietà intellettuale misure altrettanto restrittive, che in futuro potranno drammaticamente limitare l’accesso a farmaci generici di qualità, per l’AIDS e per diverse altre patologie. Di queste limitazioni, e di queste morti evitabili, poco si parla fuori dal Guatemala e fuori dal Centroamerica; eppure é tremendamente importante che questi 1300 pazienti restino in trattamento, e che altri possano aggiungersi, e questo sarà possibile solo attraverso una utilizzazione razionale delle risorse esistenti ed, in particolare, attraverso l’utilizzo dei farmaci più economici fra quelli di qualità appropriata.

Un capitolo a parte meritano, come sempre, i bambini ammalati di AIDS: in questo momento il sistema pubblico guatemalteco non ha a disposizione formulazioni pediatriche e i pochi bambini in trattamento antiretrovirale ricevono formulazioni per adulti artigianalmente manipolate (compresse spezzate, o ricostituite in soluzioni estemporanee) che non ne garantiscono nè il dosaggio appropriato, né l’efficacia. MSF vuole continuare a testimoniare, attraverso la propria azione e se necessario attraverso la denuncia, la diseguaglianza e l’ingiustizia di cui questi piccoli pazienti sono vittime inconsapevoli: il non mettergli a disposizione strumenti terapeutici che già esistono, può equivalere a negar loro il diritto alla vita.

Raffaella Ravinetto, farmacista MSF

(*) Si denomina “innovatore” il primo prodotto farmaceutico contenente un nuovo principio attivo che viene immesso sul mercato, sulla base di un dossier clinico di efficacia e tollerabilità. Comunemente, ma impropriamente, questi prodotti farmaceutici sono definiti “di marca”. Tutti gli altri prodotti farmaceutici contenenti lo stesso principio attivo, ed immessi successivamente sul mercato, sono copie terapeuticamente equivalenti, o “generici”.

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