Il gap nella ricerca medica continua a crescere. Servono immediatamente più risorse per le malattie dimenticate

  • Accesso ai farmaci

Ginevra, 11 novembre 2004 – Nel mese di novembre si terranno due importanti conferenze internazionali che decideranno il futuro di milioni di pazienti che soffrono di "malattie dimenticate" nei paesi in via di sviluppo: il "Summit ministeriale sulla ricerca medica" che si terrà a Città del Messico dal 16 al 20 novembre e l'incontro voluto dal Governo olandese insieme all'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sul tema "Medicine prioritarie per i cittadini dell'Europa e del mondo" (L'Aia, 18 novembre).

La vita di milioni di pazienti dimenticati dalla globalizzazione è appesa a un filo. Saranno lasciati al loro destino o riceveranno una speranza di vita sotto forma di nuovi farmaci?

Dieci anni fa la spesa mondiale per ricerca farmaceutica ammontava a 30 miliardi di dollari. Meno del 10% di questi erano spesi per la ricerca sulle malattie che rappresentano il 90% dei problemi sanitari a livello mondiale: una disparità comunemente indicata con il nome "GAP 10/90".

Oggi la spesa per la ricerca medica globale è più che triplicata raggiungendo la cifra di 106 miliardi di dollari. Eppure l'ammontare dedicato alla ricerca e sviluppo sui farmaci che potrebbero trattare il 90% delle persone gravemente malate che ci sono nel mondo è cresciuto di appena 0,3-0,5 $ mld raggiungendo la scarna cifra di 3 miliardi e mezzo di dollari. La crescita pur esigua che si è registrata è dovuta principalmente alle donazioni effettuate da fondazioni private, organizzazioni caritatevoli e Governi nazionali. Quasi nulla è venuto da investimenti delle industrie private.

Dunque il "GAP 10/90" non solo persiste, ma in termini percentuali mostra un'allarmante crescita rispetto allo scorso decennio. Milioni di pazienti continuano a soffrire a causa di malattie trascurate come la tubercolosi, la malaria, la leishmaniosi e la malattia del sonno. Per trattarli esistono solo farmaci vecchi, spesso inefficaci e a volte tossici.

Tra il 1975 e il 1999 sono stati immessi sul mercato 1393 nuovi farmaci: di questi appena 13 (pari all'1%) erano mirati alla lotta alle malattie tropicali o alla TB. Uno squilibrio impossibile da accettare nel secondo millennio.

La Drugs for Neglected Diseases Initiative (DNDi) sta lavorando per aiutare a ristabilire un equilibrio. Attualmente il suo "portfolio" di progetti mira a sviluppare farmaci per le malattie più trascurate, come la malattia del sonno, il Chagas e la leishmaniosi.

"Per la leishmaniosi, ad esempio, abbiamo 4 progetti di ricerca che stanno indagando nuovi componenti che potrebbero uccidere il parassita che provoca questa malattia mortale. Un altro progetto sta investigando possibili combinazioni di farmaci contro la leishmaniosi. Inoltre stiamo lanciando i trial clinici per l'uso di un principio attivo, la paromomicina, per la registrazione in Africa – dice Bernard Pecoul, direttore esecutivo della DNDi -. Ma per raggiungere l'obiettivo di sviluppare farmaci efficaci e privi di effetti collaterali per i pazienti trascurati avremo bisogno di un maggiore impegno anche da parte dei Governi e delle industrie".

Il sistema tradizionale per la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci – quasi interamente delegato alle industrie farmaceutiche – si è dimostrato inadeguato per le malattie trascurate. Queste patologie causano una crescente mortalità e morbilità nei Paesi più poveri del mondo, ma poiché i pazienti che avrebbero disperatamente bisogno di nuovi farmaci sono troppo poveri per garantire un cospicuo ritorno degli investimenti, le industrie non sono incentivate a investire in R&S.

La DNDi è convinta che la responsabilità della salute pubblica sia in primo luogo di competenza dei Governi nazionali e che le autorità pubbliche debbano dare un posto di rilievo nelle loro agende politiche a una nuova ricerca farmaceutica guidata non dal desiderio di fare profitti ma dalle esigenze di Sanità pubblica.

La vita di milioni di persone affette da malattie trascurate dipende dalle decisioni che saranno prese nei summit di Città del Messico e dell'Aja. La DNDi chiede dunque ai governi di:
•  investire di più sulle malattie dimenticate, anche supportando le iniziative di ricerca "not for profit"
•  favorire il trasferimento di tecnologie verso i paesi in cui queste malattie sono endemiche
•  incoraggino e incentivino le industrie farmaceutiche a impegnarsi di più nella ricerca sulle malattie dimenticate

La DNDi è un'organizzazione non-profit fondata nel 2003 da Istituto Pasteur (Parigi), Medici Senza Frontiere, Indian Council of Medical Research, il ministero della salute della Malesia e il Medical Research Institute del Keya con la partecipazione del Programma dell'Oms per la ricerca e la formazione sulle malattie tropicali (Who/Tdr). La missione della DNDi è quella di sviluppare farmaci per le malattie dimenticate.

Per maggiori informazioni:
– a Roma Chiara Bannella – ufficio stampa Medici Senza Frontiere – chiara.bannella@rome.msf.org
– a Ginevra Jaya Banerji, DNDi Communications Manager – Mobile: +41 79 210 9378 – jbanerji@dndi.org
– a Rio De Janerio Michel Lotrowska, DNDi Regional Liaison Office – Mobile: +5521-8111-3-666 – access@msf.org.br

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