Immigrati stagionali in Italia

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2 settembre 2008 – Medici Senza Frontiere (MSF) prosegue i progetti con gli immigrati stagionali in Puglia. Nelle scorse settimane ha realizzato attività di promozione igienico-sanitaria nei siti in cui vivono centinaia di immigrati, impegnati in questo periodo nella raccolta del pomodoro in provincia di Foggia, in particolare nel territorio dei comuni di San Severo, San Marco in Lamis, Cerignola, Stornarella, Manfredonia e Foggia. Con l’obiettivo di migliorare le condizioni sanitarie, MSF ha distribuito agli immigrati circa 1200 kit contenenti: una tanica da 20 litri, una bacinella, una caraffa, sapone, dentifricio e spazzolino.


© Livio Senigalliesi

L’acqua è uno dei bisogni primari dei lavoratori stagionali. MSF ha registrato negli anni scorsi l’incidenza di malattie a trasmissione oro-fecale, dovute proprio alla mancanza di acqua potabile. Nel 2005 due immigrati annegarono in un invaso destinato all’irrigazione dei campi, mentre tentavano di raccogliere l’acqua per lavarsi. L’operazione avviata ora da MSF è stata preceduta da un protocollo di intesa siglato con la Regione Puglia che ha installato 20 cisterne d’acqua (2000 litri ciascuna) e anche 60 bagni chimici nei siti dove si concentrano i casolari in cui vivono gli immigrati.


© Livio Senigalliesi

“Medici Senza Frontiere compie un monitoraggio costante – dice Antonio Virgilio, responsabile dei progetti italiani di MSF – con l’obiettivo di migliorare le condizioni di accoglienza e denunciare le situazioni più gravi. Certamente il caso pugliese è un primo segno istituzionale positivo, ma molto c’è ancora da fare da parte delle istituzioni locali e nazionali per queste migliaia di persone che mandano avanti l’agricoltura del nostro Paese: in Puglia come in altre regioni, Calabria in primis, la situazione è drammatica come MSF ha evidenziato all’inizio di quest’anno nel rapporto Una stagione all’inferno. Le condizioni di lavoro, vita e salute degli stagionali sono drammatiche, indegne per un paese dell’Unione Europea”.


© Livio Senigalliesi

La legge italiana garantisce l’accesso alle cure per tutti gli stranieri regolari e irregolari, tuttavia il 71% degli stranieri intervistati da MSF durante l’indagine pubblicata nel rapporto “Una stagione all’inferno”, risulta privo di tessera sanitaria. MSF ha rilevato una serie di ostacoli e barriere per gli stranieri che si rivolgono ai servizi sanitari. Per tale ragione, in queste settimane, l’organizzazione ha svolto in accordo con l’ASL foggiana una campagna di informazione fra gli stagionali affinché sappiano dove sono distribuiti i 20 ambulatori STP (Stranieri Temporaneamente Presenti) nel territorio della provincia di Foggia. Si tratta di ambulatori a cui possono rivolgersi per una visita medica tutti gli immigrati, a prescindere dal loro status giuridico.

Nel rapporto “Una Stagione all’Inferno” si evidenziava inoltre come tra gli stagionali siano diffuse soprattutto patologie osteomuscolari, ma anche malattie respiratorie, gastroenteriche e dermatologiche (è frequente infatti l’esposizione ad agenti irritanti o tossici). Tali patologie sono rese croniche dalle pessime condizioni di vita: gli immigrati stagionali – la maggior parte sono giovani e provengono dall’Africa sub-sahariana, dal Maghreb o dall’Est Europa – vivono in masserie abbandonate, sovraffollate e con scarsa igiene. Lunghe giornate di lavoro, retribuzioni minime, sfruttamento, assenza di sicurezza e di contratti di lavoro e scarsità di cibo, contribuiscono ad aumentare la precarietà e la marginalizzazione degli immigrati.

 

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