Kenya: il colera minaccia il sistema sanitario

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È necessario adottare misure importanti come per il COVID-19. Le forti piogge che si sono abbattute in tutto il Kenya hanno causato inondazioni e costretto molte persone a lasciare le loro case.

Oggi a Telesgaye, città nella contea di Marsabit, nella regione nord-orientale del paese, si sta combattendo un’epidemia di colera.

I primi casi sono stati registrati nel dicembre 2019 intorno a Silicho, un villaggio in Etiopia distante solo 6 chilometri.
Sono ormai migliaia le persone che necessitano di cure, ma la situazione potrebbe essere evitata se le autorità del Kenya adottassero misure preventive efficaci, come il rafforzamento di misure transfrontaliere.

La gente attraversa il confine ogni giorno e questo fenomeno non può essere fermato. Avere una sorveglianza transfrontaliera aiuterebbe le autorità sanitarie locali a rispondere all’epidemia di colera in modo efficace”. Edi Ferdinand Atte Capomissione di MSF in Kenya

Aigur ha camminato per circa un’ora, da Watali a Telesgaye, con suo figlio Naftal di 8 anni in spalla prima di raggiungere il nostro centro di trattamento per il colera.

Naftal ha avuto per diverse ore diarrea acuta e vomito e aveva bisogno di cure mediche urgenti.

Dall’inizio del mese di maggio, abbiamo sostenuto le autorità sanitarie della contea nel centro di salute di Telesgaye, creando un centro di trattamento per il colera di 10 posti letto.

Nel centro di Illeret, a 10 chilometri da Telesgaye, le nostre équipe hanno lavorato per aggiungere 6 posti ai 4 già esistenti. Da quando è stata dichiarata l’epidemia, i casi registrati sono stati 274.

Dal 17 maggio, giorno in cui il nostro team ha lasciato Illeret per tornare a Nairobi, i numeri hanno subito un calo. In totale abbiamo ricoverato e curato 39 persone, 31 in gravi condizioni.

Ricordo in particolare il caso di una paziente arrivata al centro di trattamento del colera e dimessa poco dopo perché le sue condizioni sembravano buone. Si tratta di una paziente arrivata al centro di trattamento del colera e dimessa poco dopo perché le sue condizioni sembravano buone. Il giorno seguente è tornata d’urgenza e, mentre svolgevo le visite mattutine, l’ho trovata in condizioni critiche. Dopo aver ricevuto le cure necessarie è stata dimessa, ma poco dopo suo fratello minore è stato portato dal padre in condizioni ancora più critiche. I due bambini sono risultati entrambi positivi al colera. Mi si spezza il cuore vedere quanto sia devastante sapendo che è curabile”. Pacific Oriato infermiera di MSF

Con una superficie di quasi 71.000 km2, la contea di Marsabit è la più grande del Kenya. Si trova a cavallo del deserto di Chalbi, l’unico nell’Africa Orientale, lungo il confine con l’Etiopia, ed è un’area estremamente remota e isolata.

Il sostentamento di oltre 300.000 persone in questa regione arida si basa principalmente sull’allevamento di animali e sull’agricoltura. Molte comunità di Marsabit hanno già subito l’impatto del cambiamento climatico sulla loro sicurezza alimentare a causa della persistente siccità e degli scontri tra le comunità.

Negli ultimi anni, la contea non ha avuto piogge per quasi un anno. Tutto ciò ha costretto le persone a procurarsi l’acqua scavando lungo le rive degli affluenti del lago Turkana, utilizzate anche per la defecazione sia dai membri della comunità sia dai loro animali. Di conseguenza, la probabilità di consumare acqua contaminata è molto elevata. Essendo una popolazione nomade costantemente in movimento per via del bestiame, della necessità alimentare e della scarsità d’acqua per sé stessi e per le loro mandrie di bovini, costruire latrine non è una priorità, e tali condizioni di vita comportano un alto rischio di esposizione a malattie trasmesse dall’acqua come il colera”. Ibrahil El Lahham Esperto in acqua e igiene di MSF

L’epidemia di colera arriva in un momento in cui ci sono già più di 700 casi di COVID-19 in tutto il Kenya, con un paziente rilevato nella Contea di Wajir, vicino alla Contea di Marsabit. Il movimento, a fini commerciali o di altro tipo tra le contee, è elevato.

In oltre 70 paesi in cui operiamo, 69 di questi sono considerati endemici per il colera, con una prevalenza per i territori dell’Africa subsahariana.

Le persone già affette da altre malattie infettive potrebbero essere più vulnerabili al COVID-19, specialmente in una contea come Marsabit che registra un alto numero di malattie e mortalità a causa della malnutrizione e della malaria, oltre al colera.

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