La posizione di MSF rispetto all arresto di un collaboratore locale in Palestina.

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Gerusalemme, 18 maggio 2007– Mossaab Bashir era stato arrestato lo scorso 19 aprile a Gerusalemme dopo aver partecipato a una riunione di lavoro di MSF. Le accuse rivolte a Mossaab Bashir non sono in alcun modo collegate a MSF o alle attività della nostra organizzazione umanitaria.

Questa vicenda si svolge in un contesto di tensione estrema che richiede la massima prudenza nell’interpretazione dei fatti. La procedura legale nei confronti di Mossaab Bashir è appena iniziata e dunque egli deve essere considerato innocente fino a quando una Corte non dichiari il contrario.
MSF seguirà attentamente gli sviluppi del caso fino all’emissione di un verdetto definitivo.

MSF lavora nei Territori Palestinesi (Cisgiordania e Gaza) dal 1989 e ha sempre scrupolosamente osservato le regole di sicurezza dettate dall’esercito israeliano per quanto riguarda gli spostamenti dello staff. A questo proposito MSF precisa che Mossaab Bashir ha sempre ottenuto tutte le autorizzazioni richieste dall’esercito israeliano per entrare a Gerusalemme e ha regolarmente passato tutti i checkpoint.

In un contesto di estrema politicizzazione e radicalizzazione della violenza come quello palestinese, MSF presta un’attenzione meticolosa al mantenimento della neutralità e imparzialità del suo intervento umanitario. Nei Territori Palestinesi i bisogni di assistenza stanno crescendo: la sospensione degli aiuti internazionali e il blocco di Gaza rendono ancora più cruciale l’intervento umanitario.

MSF è preoccupata che le accuse rivolte a Mr Bashir possano ridurre ulteriormente l’accesso dell’organizzazione alla popolazione bisognosa e mettere in pericolo la sicurezza dei team che operano in Palestina e in tutto il territorio israeliano.

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