Lesbo: ingiustificata e crudele la quarantena di massa al campo di Moria

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Lesbo: ingiustificata e crudele la quarantena di massa al campo di Moria
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Il governo greco sta imponendo una quarantena sconsiderata e potenzialmente molto pericolosa per i migranti e richiedenti asilo del campo di Moria sull’isola di Lesbo.

Si tratta di una forma di quarantena di massa da evitare a tutti i costi, che evidenzia la mancanza di una risposta strategica per ridurre la trasmissione del virus nel campo e proteggere ciò che resta della dignità delle persone.

Se negli ultimi tempi è aumentato il numero dei casi confermati di Covid-19 tra la popolazione locale a Lesbo, fino ad oggi si conta un solo caso tra i residenti del campo di Moria.

I doveri del governo imporrebbero un rafforzamento della risposta della sanità pubblica per migranti e richiedenti asilo e non il loro confinamento in condizioni infernali per fingere di proteggere l’isola dalla diffusione del virus.

Moria non è luogo sicuro per nessuno, ma ci sono oltre 200 persone che per età e stato di salute sono state individuate come soggetti a serio rischio di Covid-19.

Le nostre richieste per i residenti del campo

Da mesi il nostro team, insieme ad altri attori presenti sull’isola, chiede l’evacuazione totale di tutti i residenti del campo di Moria, con la specifica urgenza di trasferire questo gruppo di persone particolarmente vulnerabili dal punto di vista medico in alloggi sicuri a Lesbo o sulla terraferma, in Grecia o all’interno dell’Unione Europea.

Ad aprile il governo aveva promesso questo trasferimento, ma cinque mesi dopo queste persone sono ancora intrappolate a Moria e ora circondate da un cordone di polizia. Con un caso positivo confermato a Moria, è essenziale garantire il loro trasferimento in un alloggio sicuro adesso. Non farlo sarebbe un evidente abbandono del dovere di prendersi cura di queste persone da parte delle autorità greche.

Sembra che le autorità sanitarie locali abbiano iniziato a effettuare test per Covid-19 ai residenti del campo, ma questa è una piccola parte di ciò che deve essere fatto. È necessaria una risposta adeguata ai bisogni di salute pubblica: pianificazione, tracciamento dei contatti, test e un serio sforzo per migliorare le condizioni igienico-sanitarie e l’accesso ai servizi medici. Non ci sono giustificazioni per una quarantena di massa forzata e quel che è peggio sappiamo che queste misure peggioreranno la salute mentale già compromessa dei nostri pazienti. In questo momento a Moria ci sono persone anziane con problemi di salute, donne incinte e bambini che hanno paura e saranno esposti a ulteriori traumi a causa di questa scelta. Il governo dovrebbe proteggere queste persone, ma tenendole rinchiuse nel campo le sta esponendo a maggiori rischi”. Marco Sandrone Capo progetto di MSF a Lesbo

Le azioni di salute pubblica

Una risposta di salute pubblica in risposta al manifestarsi di focolai, visto anche che il Covid-19 sta già circolando fuori dal campo, non dovrebbe ricorrere a misure dannose come dispiegamento di polizia e detenzione, ma avere un approccio complessivo attraverso diverse azioni:

  • garantire una corretta informazione e collaborazione della comunità
  • assicurare condizioni igieniche di base accessibili a tutti
  • evacuare e proteggere le persone a maggior rischio
  • test di massa, isolamento e trattamento dei casi positivi
  • tracciamento dei contatti
  • quarantena solo in luoghi adeguati e dove può essere garantita la continuità delle cure.

Se il governo greco vuole essere responsabile di fronte al proprio obbligo di fornire assistenza, dovrà attuare con urgenza tutte queste misure di salute pubblica o evacuare tutte le persone da Moria verso luoghi più sicuri.

La quarantena di massa causerà inevitabilmente ulteriori sofferenze senza portare alcun beneficio per la salute pubblica.

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