Libano, MSF: La tregua non basta, serve un potenziamento urgente degli aiuti umanitari

Libano, MSF: La tregua non basta, serve un potenziamento urgente degli aiuti umanitari

A seguito dell’annuncio di un cessate il fuoco temporaneo, un fragile senso di sollievo è offuscato dall’incertezza e dalla cautela tra la popolazione libanese, ma i bisogni umanitari e sanitari di centinaia di migliaia di persone rimangono enormi.

Libano tra traffico e sfollamenti

Nella zona meridionale di Beirut, la gente va avanti e indietro tra i rifugi e le proprie case, raccogliendo ciò che può e preparandosi a tornare nei luoghi di sfollamento qualora la situazione dovesse peggiorare.

La popolazione, in particolare a sud di Beirut, nella Bekaa e nel sud del Libano, ha perso le proprie case, i mezzi di sussistenza e i propri cari, e oltre un milione di persone sono state costrette a sfollare a causa dei continui attacchi di Israele.

Le persone che si dirigono verso sud sono bloccate nel traffico. L’incertezza rimane alta. Molti non sanno se troveranno le loro case ancora in piedi o distrutte.

Sebbene una tregua negli attacchi possa portare un po’ di sollievo, i bisogni umanitari della popolazione rimangono urgenti e immensi. Questo include l’impatto psicologico di mesi di traumi causati dalle uccisioni, dagli sfollamenti e dalla mancanza di accesso ai beni di prima necessità.

Già prima dell’intensificarsi del conflitto a inizio marzo, il cosiddetto cessate il fuoco esisteva solo sulla carta, poiché i continui attacchi delle forze israeliane continuavano a devastare la vita delle persone.

Più di 64.000 persone erano ancora sfollate interne nel paese a causa delle incursioni e dell’occupazione israeliana nel sud del Libano, mentre gli attacchi alle attrezzature per la ricostruzione e ad altre strutture civili impedivano la ripresa in molte zone.

Secondo i funzionari sanitari locali, dal 2 marzo al 10 aprile sono state uccise più di 2.000 persone e ne sono rimaste ferite più di 7.000. Solo l’8 aprile, i bombardamenti su larga scala delle forze israeliane in tutto il Libano hanno causato un quinto delle vittime registrate dall’inizio di marzo.

L’incertezza resta alta, è necessario un potenziamento degli aiuti umanitari

I nostri team stanno operando presso l’ospedale universitario Rafik Hariri di Beirut e l’ospedale Jabal Amel di Sour per supportare il sistema sanitario locale nel rispondere alle necessità urgenti. Insieme al personale ospedaliero e agli operatori, le nostre équipe hanno curato pazienti con ferite invalidanti, tra cui arti recisi e gravi traumi agli organi.

Gli attacchi indiscriminati delle forze israeliane in aree densamente popolate non hanno risparmiato i civili, mentre gli attacchi alle strutture sanitarie hanno causato la morte e il ferimento di operatori sanitari.

Allo stesso tempo, più di 1 milione di persone sono state costrette a sfollare. Molti sono dovuti fuggire con pochissimo preavviso, spesso con solo i vestiti che indossavano, lasciandosi alle spalle le loro case e i propri averi.

I mesi trascorsi in rifugi sovraffollati o in tende di fortuna nelle strade hanno peggiorato le condizioni di salute delle persone a causa delle scarse condizioni igieniche, degli alloggi inadeguati e del prolungato stress psicologico.

Le conseguenze dello sfollamento durante la guerra non finiscono quando le persone cercano di tornare a casa. Alcuni non potranno tornare, poiché le loro case sono state distrutte, mentre altri non sono nemmeno in grado di raggiungere i loro villaggi al confine meridionale a causa dell’occupazione delle forze israeliane.

Le difficoltà economiche, la perdita del lavoro, il trauma della fuga improvvisa, l’incertezza sul futuro e l’assenza di sicurezza hanno tutti un grave impatto sulla salute mentale delle persone. Molte persone continuano a soffrire di stress, ansia, depressione e sintomi di stress post-traumatico grave.

Chiediamo un urgente potenziamento degli aiuti umanitari e un accesso senza ostacoli agli aiuti per le persone che ne hanno bisogno in tutto il paese.