Malnutrizione e malaria: serve un approccio comunitario per salvare vite nelle aree più remote

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Malnutrizione e malaria: serve un approccio comunitario per salvare vite nelle aree più remote
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Ogni anno la combinazione della fine delle scorte alimentari (hunger gap) e della stagione delle piogge innesca un picco dei livelli di malnutrizione e malaria in Niger meridionale, in particolare tra luglio e ottobre.

Nonostante i notevoli passi avanti fatti negli ultimi 15 anni nella prevenzione e trattamento delle malattie dell’infanzia, centinaia di migliaia di bambini continuano a essere colpiti da questa emergenza cronica e hanno bisogno di cure mediche di qualità, tempestive e gratuite, soprattutto durante il picco stagionale.

Le nostre équipe hanno curato oltre 300.000 bambini malnutriti in Niger, in collaborazione con il Ministero della Salute Pubblica, tra gennaio e ottobre 2019.

Come in altri paesi nell’area del Sahel, le principali cause di mortalità per i bambini sotto i cinque anni in Niger sono malaria, infezioni del tratto respiratorio e diarrea. Ma si stima che la malnutrizione contribuisca a circa la metà di queste morti e possa ostacolare lo sviluppo in chi sopravvive.

Quando il piccolo Mohammed Sani, di appena tre anni, è arrivato all’ospedale distrettuale di Madari, nella regione di Zinder, poteva a malapena aprire gli occhi a causa dell’edema. Soffriva di kwashiorkor, una forma di malnutrizione severa acuta caratterizzata dal gonfiore di viso e arti. Senza trattamento, le complicazioni sono frequenti e potenzialmente letali, con alti tassi di mortalità.

Mohammed Sani è stato curato dalla nostra équipe e si è ripreso. Appena prima di essere abbastanza in salute da tornare a casa, riusciva a mangiare da solo e si guardava intorno con curiosità ed energia. Dopo le dimissioni, ha continuato il trattamento da casa, con la madre che gli forniva il cibo terapeutico pronto all’uso e lo portava ogni settimana al centro nutrizionale più vicino per i controlli.

15 anni di cure ininterrotte

Negli ultimi 15 anni abbiamo lavorato con il Ministero della Salute Pubblica per offrire ai bambini malnutriti i migliori trattamenti possibili. La prima pietra miliare di questa collaborazione è stata il cibo terapeutico pronto all’uso, introdotto nel 2005 e seguito da altre innovazioni di successo.

Nel luglio 2005, la povertà diffusa e problemi come siccità e locuste, hanno portato a una crisi alimentare su ampia scala. La situazione nutrizionale è diventata talmente critica da richiedere misure radicali. È stato definito un protocollo nazionale che introduceva il cibo terapeutico, e questo ha portato a una sostanziale espansione dei trattamenti ambulatoriali per bambini affetti da malnutrizione severa acuta.

Circa 70.000 bambini sono stati trattati in tutto il paese nel 2005, il 60% con il supporto delle nostre équipe.

Quindici anni dopo, ospedali con staff qualificato e medicine, attrezzature e infrastrutture adeguate giocano un ruolo cruciale nella lotta contro malattie potenzialmente letali. Ma per molti restano ancora l’ultima spiaggia.

Molti dei bambini ricoverati al pronto soccorso degli ospedali vi vengono portati quando le condizioni sono già drasticamente peggiorate e sono ad alto rischio di perdere la vita o di subire effetti collaterali di lungo termine. Spesso dietro a questi arrivi tardivi c’è la distanza delle comunità rurali dagli ospedali, il costo del trasporto e altri fattori socio-culturali come il ricorso ai guaritori tradizionali come prima scelta.

Un approccio di salute pubblica che coinvolge le comunità locali

Nel 2018 il governo del Niger ha registrato oltre 2,75 milioni di casi di malaria, soprattutto durante il picco stagionale tra luglio e ottobre, 3.331 dei quali sono risultati fatali. I bambini sotto i cinque anni sono stati i più colpiti, rappresentando la metà dei decessi.

Un’indagine condotta in tutto il paese dalle autorità nazionali a ottobre e novembre 2018 ha rivelato che la prevalenza della malnutrizione severa acuta ha raggiunto un preoccupante livello del 3,2 percento, quando il limite di emergenza è il 2 percento.

La buona notizia è che conosciamo le soluzioni mediche che possono migliorare questa situazione. Il sistema sanitario in Niger ha fatto molti passi avanti da allora grazie all’introduzione di cibo terapeutico pronto all’uso. Questo comprende criteri più inclusivi per definire la malnutrizione; progressi nelle pratiche per nutrire i bambini; screening domestico di bambini potenzialmente malnutriti misurati attraverso il nastro Mid-Upper Arm Circumferece (MUAC); test diagnostici rapidi e semplici per la malaria; chemioprevenzione stagionale della malaria; miglioramenti dei trattamenti ambulatoriali. Rilia Bazi Coordinatore medico di MSF in Niger

Infine, un migliore approccio alla salute pubblica, con un forte coinvolgimento delle comunità, sta aiutando a diminuire la prevalenza e i tassi di mortalità legati alla malaria e alla malnutrizione.

In Niger, la promozione della salute e il programma nazionale per la gestione integrata dei pazienti a livello comunitario sono diventati strumenti cruciali per affrontare le malattie dell’infanzia, soprattutto nelle aree rurali. Questo approccio definisce una rete di operatori sanitari comunitari scelti dalle stesse comunità, formati ed equipaggiati per diagnosticare e trattare malattie di base, migliorando le opportunità di sopravvivenza e guarigione dei pazienti.

Un grande albero, una tenda o una capanna possono giocare un ruolo importante quando vengono designate come “piccole strutture sanitarie” e gestite da questo personale. Sono il primo punto di contatto con i bambini malati, che vi ricevono diagnosi e trattamento immediati, o dove vengono riferiti a un centro di salute nei casi più complessi.

Nel distretto di Magaria a Zinder, e di Madarounfa a Maradi, per esempio, 172 operatori sanitari comunitari hanno condotto 39.015 consultazioni tra luglio e settembre 2019, contribuendo a salvare molte vite.

Sperare il meglio ma prepararsi al peggio

La prevenzione può salvare vite, così come avvicinare adeguate opzioni di trattamento alle persone che ne hanno bisogno. Le malattie dell’infanzia devono essere affrontate in modo multidisciplinare. Per questo dal punto di vista medico è imperativo garantire che i bambini e le bambine più vulnerabili abbiano accesso immediato a cure gratuite e sistemi sanitari di qualità, che siano nelle loro comunità per problemi semplici o in strutture sanitarie per i casi più gravi. Dobbiamo sperare per il meglio, ma prepararci per affrontare il peggio, aumentando il nostro supporto per prevenire sofferenze e morti legate a malaria e malnutrizione. Dalil Mahamat Adji Capo missione di MSF in Niger

Prima del picco stagionale di malaria e malnutrizione, abbiamo raddoppiato o triplicato la nostra capacità ospedaliera nelle regioni più colpite e rafforzato le attività di prevenzione e trattamento delle malattie dell’infanzia a livello comunitario.

Queste includono un ampio spettro di attività, tra cui sensibilizzazione delle comunità su questioni sanitarie e di igiene, iniziative nelle comunità locali, supporto alla chemioprevenzione della malaria stagionale e campagne di vaccinazione per migliorare la protezione dei bambini contro le malattie che possono danneggiare il loro sistema immunitario.

Ridurre la prevalenza e la mortalità delle malattie infantili è una responsabilità condivisa che richiede sforzi continui da parte degli attori del settore sanitario e di chi si occupa di sicurezza alimentare, istruzione e sostentamento nelle regioni più vulnerabili.

In una situazione in cui altri bisogni umanitari sono in aumento a causa di conflitti e insicurezza, è fondamentale continuare a lavorare affinché malaria e malnutrizione non provochino morti e tutti i bambini possano crescere in buona salute.

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