Monte Elgon Kenya

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Nairobi/Roma, 21 luglio 2008 – Nelle ultime tre settimane gli operatori dell'organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) sono stati fermati ai blocchi stradali e le autorità locali hanno vietato loro di fornire assistenza medica alla popolazione civile del Monte Elgon. MSF chiede alle autorità di eliminare le restrizioni imposte e di permettere la ripresa dell'azione umanitaria.

"Fino a poche settimane fa stavamo aiutando migliaia di civili e siamo molto preoccupati per loro. Ci hanno contattato alcuni di loro in uno stato disperato", dichiara David Michalski, Coordinatore delle Operazioni di MSF in Kenya. "Il trasferimento dei pazienti in condizioni critiche all'ospedale è stato ostacolato dalla mancanza di mezzi di trasporto che venivano abitualmente forniti da MSF e le persone più vulnerabili sono state lasciate al freddo e in dure condizioni, senza l'assistenza di base".

Da quando MSF ha cominciato a fornire assistenza medica gratuita alle persone colpite direttamente ed indirettamente dal conflitto del Monte Elgon nell'aprile del 2007, il team medico, in collaborazione con il Ministero della Sanità, ha effettuato più di 35 mila visite. Recentemente, a metà giugno, MSF ha chiesto pubblicamente un immediato incremento degli aiuti e la fine della violenza indiscriminata contro la popolazione.

La realtà è che oggi l'assistenza di MSF è stata sospesa. Nonostante ripetuti tentativi di discutere la questione con le autorità nazionali e locali, non è stata fornita alcuna spiegazione al riguardo.

Oltre alle preoccupazioni di MSF, il divieto arriva proprio quando gli operatori dell'organizzazione stanno ricevendo denunce di ulteriori attacchi in una delle aree in cui operava abitualmente. Le persone che avevano cercato rifugio sulle colline di Chebongweny, hanno riferito a MSF che nove giorni fa alcune guardie forestali hanno bruciato le loro case, i rifugi, le riserve di cibo, le coperte nonché la struttura medica, facilmente identificabile come quella di MSF, dove molte persone avevano trascorso la notte in cerca di sicurezza e riparo.

"Attaccare intenzionalmente le strutture mediche e ostacolare le organizzazioni umanitarie nel proprio lavoro, sia durante un conflitto che nei periodi di instabilità, sono gravi atti proibiti dalla Convenzione di Ginevra", aggiunge Michalski. "Questo attacco mostra ancora una volta come la popolazione civile del Monte Elgon sia la prima vittima di questo conflitto e abbia disperato bisogno di aiuto. MSF chiede alle autorità l’annullamento delle attuali restrizioni, in modo che possa continuare a fornire assistenza umanitaria alla popolazione del Monte Elgon, come ha sempre fatto in modo neutrale ed imparziale".

 

Medici Senza Frontiere è una delle poche organizzazioni umanitarie che fornisce assistenza alla popolazione vittima del conflitto del Monte Elgon. Seguendo da vicino le conseguenze del conflitto contro i civili, dall'aprile 2007 le attività di MSF si sono concentrate soprattutto nella fornitura di assistenza medica gratuita attraverso il supporto a strutture sanitarie di base, alla vaccinazione e alle cliniche mobili nelle aree più remote. MSF ha anche stabilito un sistema di trasferimento dei pazienti negli ospedali in caso di emergenza e ha anche distribuito coperte e vestiti.
 

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