Mozambico: 4 febbraio 2000 pioggie e alluvioni

  • Catastrofe naturale
  • Mozambico

Le piogge torrenziali che la scorsa settimana si sono abbattute sull'Africa meridionale hanno lasciato un percorso di distruzione: i fiumi fuoriusciti dai loro letti hanno portato con sé molte vite e spazzato via strade, ponti e case.

Il Mozambico non era più stato colpito da simili inondazioni, dal 1966. A causa delle pesanti piogge avvenute tra il 4 e il 7 febbraio, i fiumi Incomati, Umbeluzi e Sabie si sono gonfiati a livelli mai raggiunti prima, causando danni notevoli nelle città di Maputo e Matola e dintorni.

Le case e migliaia di ettari di terra sono stati distrutti, lasciando senza tetto un notevole numero di persone. Le aree più colpite sono la provincia di Maputo (Matutuine, Manhica, Magude e Marracuene) e la provincia di Gaza (Chibuto, Chokwe e Mabalane). La maggior parte di queste aree hanno problemi con la fornitura di acqua potabile dopo che le cisterne e gli impianti di purificazione dell'acqua sono stati spazzati via dalla furia delle inondazioni. Un'enorme onda ha colpito il distretto di Chokwe lo scorso fine settimana, danneggiando le coltivazioni di riso e mais della valle Limpopo nella provincia sud di Gaza.

Nella città di Maputo, molti sobborghi sono stati inondati. Circa 100.000 persone – 10% della popolazione – sono vittime dell'alluvione. In alcune aree, il livello dell'acqua si sta abbassando ma ciò nonostante rimangono grandi allagamenti. Se le piogge dovessero ricominciare, la situazione è destinata a precipitare. La fornitura di acqua potabile è stata ridotta e si teme lo scoppio di epidemie, tra cui il colera. Secondo il dott. Baretto, ministro della Sanità del paese, i casi di malaria potrebbero raddoppiare quest'anno, fino a 4 milioni di malati.

25 km più in là, a Matola, altre 100.000 persone sarebbero state danneggiate dall'alluvione. 2.000 persone sono state albergate in 11 diversi siti, mentre fonti della municipalità parlano di 15.000/20.000 persone rimaste a casa ma senza cibo.

Questa è la stagione delle piogge nell'Africa meridionale ed è stato anticipato che più pesanti piogge potrebbero riversarsi su questa parte del continente nei prossimi giorni – tra il 18 e il 27 febbraio. Essendo piene tutte le riserve del Sudafrica, i flussi in eccesso dei fiumi che arrivano da quel paese, sarebbero causa di ulteriori inondazioni in Mozambico. Il livello dei fiumi Save, Gorongosa e Ripembe che attraversano le province di Inhambane e Sofala (nord di Maputo) è già aumentato.

Si sta delineando un piano di evacuazione per i residenti delle zone a rischio. Si profila anche la minaccia di un ciclone che colpirebbe la regione di Gaza nei prossimi giorni.

La risposta nazionale e internazionale
Il governo mozambicano ha lanciato un appello per la raccolta di 2.7 milioni di dollari da destinare all'assistenza umanitaria d'emergenza; la stima governativa è di 15 milioni di dollari necessari a riabilitare completamente le aree colpite.

Medici Senza Frontiere ha inviato team medici, forniture di medicinali, acqua e kit logistici a Maputo e Matola. Ci sono 9 persone – 1 medico, 3 infermieri, 2 esperti di servizi igienici e sanitari, 3 tecnici. MSF sta valutando la situazione nella provincia di Gaza, sta dando sostegno in termini di acqua e medicinali a 13 centri a Maputo e 5 a Matola. Un centro transiti, con acqua potabile e servizi sanitari per 5.000 sfollati è stato installato in una vecchia azienda agricola, vicino a Maputo. Ci sono in preparazione 4 centri per il trattamento del colera – CTC – a Maputo e a Matola. Le vaccinazioni cominceranno nei prossimi giorni nei nostri centri collettivi. Ad oggi, più di 10 tonnellate di materiale sanitario, medicinali e cisterne per l'acqua sono stati inviati con cargo nel paese. MSF ha ricevuto 25.000 dollari da USAID per i soccorsi d'emergenza.

Altri aiuti di varia natura stanno arrivando dal Sudafrica, dall'UNESCO, dal WFP, dall'UNICEF.
Sotto il coordinamento di MSF, la Croce Rossa, attraverso le Red Crescent di Maputo e provincia, è attiva nel trattamento delle acque, spostamento della popolazione da zone di alto rischio a zone più sicure, campagne di educazione sanitaria, aiuti di prima necessità, fornitura e distribuzione di soccorsi, supporto psicologico alle persone colpite.

Medici Senza Frontiere è presente in Mozambico da più di 10 anni; con programmi di assistenza e prevenzione delle epidemie in varie parti del paese.

Lascia un Commento

Condividi con un amico