“Io sono confine. Con Medici Senza Frontiere tra viaggio, attesa e cura”: il reportage di Francesco Anselmi (Contrasto) in mostra a Cortona dal 16 luglio al 1° novembre 2026.
Per chi percorre la rotta balcanica, il confine non finisce con l’arrivo in Italia. Continua nei corpi segnati dal viaggio, nell’attesa di un documento per restare o ripartire, nell’incertezza amministrativa, nell’assenza di un posto dove vivere.
È questo il cuore di “Io sono confine. Con Medici Senza Frontiere tra viaggio, attesa e cura“, il reportage del fotografo documentarista Francesco Anselmi, realizzato in collaborazione con la nostra organizzazione e accompagnato dal racconto della giornalista Annalisa Camilli di Internazionale, che sarà presentato al Festival Internazionale di Fotografia Cortona On The Move a partire dal 16 luglio.
Il progetto segue le tracce delle persone che arrivano in Italia attraverso la frontiera slovena dopo il lungo viaggio lungo la rotta balcanica. Il Carso, la pietra e gli ex magazzini del porto di Trieste diventano luoghi sospesi, segnati dal passaggio e dall’attesa, dove il confine continua a manifestarsi nelle ferite, nella precarietà e nella mancanza di risposte istituzionali adeguate.
Accanto a questa realtà, una rete di organizzazioni della società civile garantisce ogni giorno ascolto, orientamento e sostegno alle persone in transito. Tra queste ci siamo anche noi, presenti a Trieste con lo sportello sociosanitario H.O.P.E. (Health, Orientation, Promotion, Education), dove offriamo orientamento e accompagnamento ai servizi sanitari alle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità, riaffermando il diritto alla salute anche nei contesti di frontiera.
Lo sportello è ospitato all’interno di Casa DonK, una delle sedi di DonK Humanitarian Medicine, associazione che fornisce assistenza sanitaria gratuita in città. Insieme a loro opera anche Linea d’Ombra, offrendo un primo supporto alle persone in transito attraverso la distribuzione di beni di prima necessità, informazioni e orientamento. Tutte contribuiscono a rispondere ai bisogni più urgenti di chi raggiunge la città dopo il viaggio lungo la rotta balcanica.
Il reportage, realizzato ad aprile 2026 in collaborazione con noi, restituisce un ritratto autentico dei protagonisti di questa città di confine: volontari e volontarie dello sportello H.O.P.E., attivisti e attiviste, persone migranti in transito o che hanno trovato a Trieste un luogo in cui fermarsi. Ai loro volti, Francesco Anselmi affianca i luoghi simbolo della migrazione, a partire dagli spazi del porto cittadino.
Il progetto intreccia il tema del viaggio e della frontiera con le relazioni umane che nascono lungo il percorso: gesti di cura, solidarietà e presenza capaci, anche solo per un momento, di dissolvere il confine stesso. Sono i gesti della società civile – volontari e volontarie, associazioni e realtà umanitarie – come lo sportello sociosanitario H.O.P.E. di MSF, ospitato all’interno degli spazi di Casa Donk, o l’associazione Linea d’Ombra”. Chiara Magni responsabile Public Engagement di MSF Italia
La mostra invita il pubblico a guardare oltre il dibattito sulle migrazioni e oltre i numeri, per incontrare le persone, le loro storie e i gesti di umanità che continuano a nascere lungo il cammino.
Durante il festival si terrà anche un talk dedicato alla presentazione della mostra. L’evento è organizzato per venerdì 17 luglio, alle ore 16, presso il Teatro Signorelli. Interverranno Francesco Anselmi, fotografo Contrasto, Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale, e Silvia Mancini, responsabile degli Affari Umanitari di MSF Italia. Modererà Daria Scolamacchia.