MSF presenta il rapporto annuale delle attività

  • Repubblica Democratica del Congo

Milano – Medici Senza Frontiere (MSF) presenta oggi il Rapporto annuale delle attività. E' la prima volta che viene presentato al pubblico italiano il resoconto delle attività della più grande organizzazione umanitaria indipendente di soccorso medico che opera in 65 paesi con oltre 365 missioni portate avanti da 2.300 operatori internazionali. MSF coglie l’occasione della presentazione del Rapporto della attività per rilanciare l’allarme sulla drammatica crisi in Nord Kivu, dove 100.000 persone sono state costrette a fuggire a causa dei sanguinosi scontri in corso in queste ultime settimane.

La tragedia del Nord Kivu, vittima del silenzio dei media
Il Nord Kivu è una delle crisi più ignorate dai media, come segnalato nel rapporto annuale sulle crisi dimenticate realizzato da MSF in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia. Alcuni ospedali di MSF si trovano nel mezzo delle zone dove si sta combattendo e garantiscono l’unica assistenza umanitaria alle migliaia di vittime in fuga e alle centinaia di feriti che stanno affollando le sale operatorie. In questo momento la sfida più grande rimane l'accesso alle vittime nelle zone di guerra.

Nel 2007, sono stati 213 gli italiani che hanno partecipato a missioni umanitarie (con un incremento del 22% rispetto al 2006), in prevalenza in zone di conflitto e in risposta alle emergenze umanitarie. L’età media degli operatori italiani è di 37 anni e questo sfata un luogo comune sul fatto che MSF utilizzi persone giovani ed inesperte. Si tratta per lo più di medici, infermieri, ostetriche, farmacisti, psicologi, logisti. I principali paesi in cui sono stati impegnati sono: Sudan (Nord e Sud), Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Ciad e Haiti. E anche in Italia, con i progetti di assistenza sanitaria ai migranti, durante gli sbarchi a Lampedusa e a fianco dei lavoratori stagionali in Sud Italia.
"MSF non risponde a un mandato politico istituzionale deciso a tavolino. – dichiara Kostas Moschochoritis, Direttore Generale di MSF Italia – MSF risponde al mandato dell'etica medica, della nostra coscienza di professionisti, di uomini e donne che ritengono che la salute di ogni essere umano meriti, in ogni situazione, di essere riconosciuta come diritto inalienabile e di essere soddisfatta come bisogno primario".

Dal 1993 MSF ha aperto la sede italiana
Nel 2007 abbiamo raccolto circa 36 milioni di euro, con un incremento del 9% rispetto al 2006. Oltre l'85% dei fondi raccolti proviene da privati cittadini. Oltre 300mila privati cittadini ci hanno sostenuto con donazioni. La provenienza privata – e non governativa – dei fondi garantisce la massima indipendenza finanziaria, la rapidità e la libertà della nostra azione, così come la libertà di denunciare tutte le situazioni di sofferenza e di violazione dei diritti umani di cui siamo testimoni. Imparzialità, neutralità e testimonianza sono i principi fondamentali dell'organizzazione. Anche quest'anno abbiamo rispettato il principio di destinare almeno l'80% dei fondi direttamente ai progetti di assistenza umanitaria e non più del 20% ai costi di gestione, reclutamento degli operatori e raccolta fondi.
"L'indipendenza economica è proprio l'aspetto di cui siamo più orgogliosi, – continua Kostas Moschochoritis – grazie ad esso MSF può muoversi con rapidità ed efficacia in tutte le situazioni di crisi, sia in scenari di guerra che in contesti di emergenza".

Scarica il Rapporto delle attività 2007/2008 >>

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