MSF in Somalia: emergenza malnutrizione a Galgaduud

Dirigo il reparto pediatrico, dove ci occupiamo dei neonati e dei bambini fino ai quattordici anni. Attualmente, l’emergenza è rappresentata dall’alto numero di casi di malnutrizione infantile.

Trattiamo bambini gravemente malati. Sono le 3 del pomeriggio e ne abbiamo già ricoverati 70. Stanno così male da non riuscire ad assumere alcuna medicina da soli. Anche in ambulatorio riceviamo moltissimi pazienti.

Prima che la siccità si abbattesse sulla regione, meno del 20% dei nostri pazienti si trovava qui per ragioni legate alla malnutrizione, ma oggi siamo quasi al 50%. La malnutrizione favorisce l’insorgere di altre malattie. Molti bambini soffrono di diarrea liquida e di polmonite, ma riscontriamo anche tutta una serie di complicazioni che vanno dal morbillo alle disfunzioni renali o cardiache.

Nel caso di pazienti in condizioni talmente critiche da rendere necessario un altro parere, ci avvaliamo dei servizi della telemedicina per confrontarci con uno specialista in pediatria che lavora a Nairobi. Dallo scorso dicembre, effettuiamo consulti medici in tempo reale tra Guri El e Nairobi con una collaborazione che finora ha dato ottimi risultati.

Abbiamo in cura moltissimi bambini di pochi mesi, ancora in età di allattamento. Il latte materno contiene anticorpi essenziali che permettono loro di combattere le infezioni e senza i quali sono privi di difese. Inoltre, ci troviamo in una situazione in cui le madri non hanno di che nutrirsi e perciò non hanno più latte da dare ai propri figli, che in questo modo diventano più vulnerabili. E ogni giorno ne abbiamo una riprova.

Vorrei parlarvi di una piccola paziente che abbiamo in cura in questi giorni. Bishaaro ha 7 anni e quando è arrivata da noi le sue condizioni erano davvero gravi: era molto debole ed era completamente coperta di ulcere infette. Aveva problemi di fegato, soffriva di una grave anemia e dopo una serie di controlli è risultato che aveva anche contratto il Kala azar, una malattia tropicale trasmessa dalle cosiddette mosche della sabbia e che, se non trattata per tempo, conduce inesorabilmente alla morte.

L’abbiamo presa in cura immediatamente somministrandole alcune medicine e procedendo a una trasfusione di sangue, ma ha cominciato a sanguinare dal naso e dalla bocca. Ha perso così tanto sangue da aver bisogno di una seconda trasfusione. Adesso Bishaaro sta meglio e non ha più avuto delle emorragie. Siamo fiduciosi che presto guarirà e potrà tornare a casa.

In questo periodo dobbiamo affrontare tante di quelle sfide che, se dovessi elencarle tutte, questa telefonata durerebbe un giorno intero! Per esempio, alcuni genitori dei nostri pazienti si affidano alla medicina tradizionale che, a scopo curativo, prevede ustioni e tagli della pelle. Queste ferite si infettano e così i bambini, che non hanno sufficienti difese immunitarie, muoiono o arrivano all’ospedale in condizioni terribili e con infezioni di ogni tipo.

Altre volte i genitori portano a casa i figli prima del completamento della terapia e poi, di fronte all’aggravarsi delle condizioni, tornano per farceli curare.

Ma un vero problema è che non abbiamo spazio a sufficienza. Da che mi ricordo, non abbiamo mai avuto così tanti pazienti e lo spazio è diventato più prezioso dell’oro. L’ospedale è sovraffollato e dobbiamo inventarci ogni giorno qualcosa di nuovo per riuscire a tenere separati dagli altri i pazienti con la tubercolosi o il morbillo. Ovviamente non abbiamo scelta.

Eppure, nonostante tutto, riusciamo a salvare delle vite e ad assistere bambini che altrimenti sarebbero  destinati a morire. 

 


 

In risposta ai crescenti bisogni della città di Guri El, le équipe di MSF hanno istituito un servizio di cliniche mobili che distribuiscono acqua e generi di prima necessità nelle zone che ospitano la popolazione sfollata interna.

Da gennaio 2006, MSF lavora nell’ospedale Istarlin di Guri El con 80 posti letto, che garantisce assistenza medica ambulatoriale ad adulti e bambini ma prevede anche dei servizi ospedalieri inclusi un reparto di pediatria e uno di ginecologia, una sala operatoria con annessa degenza. MSF è presente anche nella regione di Galgaduud, dove gestisce un centro di assistenza sanitaria a Dhusa Mareb e uno a Hindere.

MSF opera ininterrottamente in Somalia dal 1991 e al momento garantisce assistenza medica gratuita in otto regioni. Uno staff di oltre 1.400 unità, con il supporto di un centinaio di operatori sanitari a Nairobi, somministra assistenza medica di base, chirurgia e lotta alla malnutrizione, inoltre fornisce alla popolazione sfollata assistenza sanitaria, acqua e generi di prima necessità in nove località della Somalia meridionale e centrale. MSF fornisce assistenza medica anche ai rifugiati somali in Kenya (nei campi di Dagahaley e Ifo) e in Etiopia (Liben).

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