Niger: 100 persone al giorno ricoverate per meningite a Niamey

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Un’epidemia di meningite che si è propagata in diverse regioni del Niger ha finora ucciso 352 persone, su un totale di 5.273 casi registrati dalle autorità sanitarie, da gennaio a oggi (dati aggiornati all’8 maggio). La capitale Niamey è stata particolarmente colpita dall’epidemia, con circa 1.200 casi solo nell'ultima settimana. Medici Senza Frontiere (MSF), in collaborazione con il Ministero della Salute, sta intensificando le sue attività con quasi 430 posti letto per fornire cure mediche gratuite ai pazienti.

Ogni giorno a Niamey centinaia di ricoveri di emergenza“La situazione è preoccupante perché la meningite può uccidere il 50% delle persone infette e lasciare sequele neurologiche, se non viene trattata rapidamente”, spiega Louis Kakudji Mutokhe, coordinatore medico di MSF in Niger. I casi sono leggermente diminuiti la scorsa settimana – da 160 a 100 persone ricoverate ogni giorno nel centro di Lazaret a Niamey – ma non bisogna abbassare la guardia. “Nelle aree urbane il l’alta densità abitativa può aumentare il rischio di diffusione della malattia”, continua Louis Kakudji Mutokhe.

Nel corso di questa epidemia, il Niger si sta confrontando con ceppi batterici relativamente inusuali. “I ceppi W135 e C sono particolarmente mortali tra i ragazzi e i bambini: la popolazione di questa regione è immunizzata solo contro il ceppo A in seguito a una grande campagna di vaccinazione condotta nel 2010", aggiunge Louis Kakudji Mutokhe.
Le epidemie di meningite che si verificano in Africa occidentale sono di solito causate dai sierogruppi A e C, per i quali esiste un vaccino bivalente A/C. Tuttavia questa è la prima volta che le epidemie di meningite W135 e C si sono verificate con tale intensità in Niger.

Data la scarsità di vaccini disponibili a livello globale, la priorità è quella di concentrarsi in questo momento sul trattamento dei pazienti. Le équipe mediche si stanno occupando di diagnosi e trattamento al fine di ridurre il prima possibile la morbosità e la mortalità.

MSF ha dislocato équipe mediche nel centro di salute di Lazaret, dove sono stati ricoverati più di 3.000 pazienti, da quando la struttura ha aperto, lo scorso 23 marzo. MSF sosterrà anche i centri sanitari in tutta Niamey per trattare i casi semplici e si servirà, per i casi più gravi, di cinque ambulanze.

L'epidemia ha colpito anche Dosso e la regione di Tillabery Le équipe di MSF sono in viaggio nella regione di Dosso, verso i centri sanitari nei vari villaggi dell’area di Doutchi per visitare i pazienti, raccogliere i dati sanitari e fornire i farmaci per trattare la malattia. “Le famiglie sono consapevoli di quanto sia pericolosa la malattia, ma si sentono impotenti perché l’epidemia continua a diffondersi. È inaccettabile che la gente continui a morire di una malattia prevenibile”, dichiara Julien Matter, capo missione di MSF in Niger.

In collaborazione con il Ministero della Salute, MSF ha anche dislocato équipe pronte a vaccinare circa 32.000 persone a Bakin Tapki, Rouda Goumandey e Maikalgo. “Questa epidemia rischia di mettere a dura prova le già precarie strutture sanitarie del paese, che spesso faticano a sostenere i costi finanziari delle cure”, conclude Matter.

In Niger, MSF supporta programmi nutrizionali ambulatoriali per i bambini sotto i cinque anni nelle regioni Zinder, Maradi e Tahoua. I bambini affetti da malnutrizione grave che necessitano di monitoraggio costante vengono ricoverati nei centri nutrizionali degli ospedali di Zinder, Magaria, Madarounfa, Guidan Roumdji, Madoua e Bouza. Nel 2014, più di 87.000 bambini affetti da malnutrizione acuta e 180.000 da malaria sono stati trattati nei centri sanitari gestiti da MSF e dai suoi partner.

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