Nord Uganda: in pericolo l assistenza umanitaria. Cresce l insicurezza per la popolazione e gli operatori internazionali.

  • HIV/AIDS
  • Uganda

Kampala – Roma, 23 Novembre 2005 – Medici Senza Frontiere (MSF) denuncia la crescente insicurezza nel nord Uganda dove nelle settimane scorse si sono registrati violenti attacchi contro veicoli civili e umanitari. Questa situazione può avere serie conseguenze sulla già disperata condizione dei centinaia di migliaia di sfollati a causa del conflitto in corso nella zona.

MSF chiede a tutti gli attori del conflitto nella regione di rispettare la libertà di movimento dei civili, l’indipendenza e la sicurezza degli operatori umanitari garantendo al tempo stesso un accesso incondizionato alle popolazioni che necessitano di aiuto. MSF avverte: l’assistenza agli sfollati che vivono in nord Uganda è stata drammaticamente inadeguata finora e rischia di ridursi ulteriormente se l’insicurezza continua.

“La recente escalation di attacchi mortali ai danni di operatori umanitari e civili in nord Uganda evidenza ulteriormente l’insicurezza continua e la mancanza di protezione cui deve far fronte la popolazione che vive nella regione. Questi incidenti minacciano l’assistenza portata alle centinaia di migliaia di sfollati del conflitto, che vivono in condizioni drammatiche e riescono a malapena a sopravvivere” afferma Amaia Esparza, Capo Missione per MSF in Uganda.

Oggi MSF continua a portare assistenza medica agli sfollati nei campi dei distretti di Gulu, Kitgum, Lira e Pader; questo nonostante il personale internazionale sia stato ridotto e i movimenti limitati per l’insicurezza recente. Inoltre MSF ha dovuto interrompere i trasferimenti d’emergenza di pazienti a bordo di propri veicoli e ha sospeso le attività per il miglioramento delle condizioni igienico sanitarie in molti campi, incluso il lavoro di perforazione per portare l’acqua necessaria agli sfollati che vivono in alcuni campi di Kitgum. I recenti assassinii di operatori umanitari hanno inoltre limitato la presenza e i programmi di molte altre organizzazioni non governative che operano nella regione.

Si sono registrati tre attacchi ai danni di veicoli civili negli ultimi cinque giorni. Venti persone sono state uccise e almeno 14 feriti ricoverati negli ospedali di Kitgum. A Kitgum un’imboscata ha colpito un veicolo civile che stava trasportando quattro pazienti provenienti dalla clinica MSF ad Agoro. Fortunatamente i pazienti sono riusciti a sfuggire, ma l’autista è stata ucciso.

In diverse occasioni MSF ha sollevato la questione della sicurezza dei civili e della mancanza di un’assistenza adeguata nel nord Uganda sottolineando, anche in un rapporto pubblicato nel dicembre 2004, come questo debba essere considerato un problema primario.
Oggi, a un anno di distanza, la situazione degli sfollati in nord Uganda rimane drammatica e peggiorerà sicuramente se l’attuale insicurezza continua.

MSF lavora in Uganda dal 1982. Al momento 67 operatori internazionali e 900 operatori nazionali lavorano in 6 distretti. Le attività includono assistenza in 20 campi per gli sfollati nel nord Uganda, diagnosi e trattamento della malaria così come la cura di pazienti con patologie specifiche quali HIV/AIDS e Kala Azar.

Per informazioni:
Ufficio stampa – MSF Italia
Tel. 06/4486921 – Cell. 335/8489761Kampala – Roma, 23 Novembre 2005 – Medici Senza Frontiere (MSF) denuncia la crescente insicurezza nel nord Uganda dove nelle settimane scorse si sono registrati violenti attacchi contro veicoli civili e umanitari. Questa situazione può avere serie conseguenze sulla già disperata condizione dei centinaia di migliaia di sfollati a causa del conflitto in corso nella zona.

MSF chiede a tutti gli attori del conflitto nella regione di rispettare la libertà di movimento dei civili, l’indipendenza e la sicurezza degli operatori umanitari garantendo al tempo stesso un accesso incondizionato alle popolazioni che necessitano di aiuto. MSF avverte: l’assistenza agli sfollati che vivono in nord Uganda è stata drammaticamente inadeguata finora e rischia di ridursi ulteriormente se l’insicurezza continua.

“La recente escalation di attacchi mortali ai danni di operatori umanitari e civili in nord Uganda evidenza ulteriormente l’insicurezza continua e la mancanza di protezione cui deve far fronte la popolazione che vive nella regione. Questi incidenti minacciano l’assistenza portata alle centinaia di migliaia di sfollati del conflitto, che vivono in condizioni drammatiche e riescono a malapena a sopravvivere” afferma Amaia Esparza, Capo Missione per MSF in Uganda.

Oggi MSF continua a portare assistenza medica agli sfollati nei campi dei distretti di Gulu, Kitgum, Lira e Pader; questo nonostante il personale internazionale sia stato ridotto e i movimenti limitati per l’insicurezza recente. Inoltre MSF ha dovuto interrompere i trasferimenti d’emergenza di pazienti a bordo di propri veicoli e ha sospeso le attività per il miglioramento delle condizioni igienico sanitarie in molti campi, incluso il lavoro di perforazione per portare l’acqua necessaria agli sfollati che vivono in alcuni campi di Kitgum. I recenti assassinii di operatori umanitari hanno inoltre limitato la presenza e i programmi di molte altre organizzazioni non governative che operano nella regione.

Si sono registrati tre attacchi ai danni di veicoli civili negli ultimi cinque giorni. Venti persone sono state uccise e almeno 14 feriti ricoverati negli ospedali di Kitgum. A Kitgum un’imboscata ha colpito un veicolo civile che stava trasportando quattro pazienti provenienti dalla clinica MSF ad Agoro. Fortunatamente i pazienti sono riusciti a sfuggire, ma l’autista è stata ucciso.

In diverse occasioni MSF ha sollevato la questione della sicurezza dei civili e della mancanza di un’assistenza adeguata nel nord Uganda sottolineando, anche in un rapporto pubblicato nel Dicembre 2004, come questo debba essere considerato un problema primario.
Oggi, a un anno di distanza, la situazione degli sfollati in nord Uganda rimane drammatica e peggiorerà sicuramente se l’attuale insicurezza continua.

MSF lavora in Uganda dal 1982. Al momento 67 operatori internazionali e 900 operatori nazionali lavorano in 6 distretti. Le attività includono assistenza in 20 campi per gli sfollati nel nord Uganda, diagnosi e trattamento della malaria così come la cura di pazienti con patologie specifiche quali HIV/AIDS e Kala Azar.

Per informazioni:
Ufficio stampa – MSF Italia
Tel. 06/4486921 – Cell. 335/8489761

Lascia un Commento

Condividi con un amico