A partire dal 20 gennaio 2026, Medici Senza Frontiere ha preso la difficile decisione di sospendere le operazioni mediche non urgenti presso l’ospedale Nasser, la più grande struttura ospedaliera funzionante a Gaza, a causa di preoccupazioni relative alla gestione della struttura, alla salvaguardia della sua neutralità e a violazioni della sicurezza.
Gli ospedali devono rimanere spazi civili neutrali, liberi da presenze o attività militari
Negli ultimi mesi, nell’ospedale Nasser di Khan Younis, i pazienti e il nostro personale hanno visto uomini armati, alcuni dei quali mascherati, in diverse aree del grande complesso ospedaliero. Ciò non è avvenuto nelle aree in cui MSF svolge le proprie attività, ma in altre parti dell’ospedale.
Con l’aumento dei casi dopo il cessate il fuoco, i nostri team hanno segnalato una serie di atti inaccettabili, tra cui la presenza di persone armate, intimidazioni, arresti arbitrari di pazienti e un recente caso di sospetto transito di armi.
Questi incidenti rappresentano una grave minaccia alla sicurezza del nostro staff e dei pazienti. Per questo, abbiamo espresso formalmente la nostra forte preoccupazione alle autorità competenti sottolineando l’incompatibilità di tali violazioni con la nostra missione medica: gli ospedali devono rimanere spazi civili neutrali, liberi da presenze o attività militari, per garantire un’assistenza medica imparziale e sicura.
Le nostre preoccupazioni sono accentuate dai passati attacchi agli ospedali nel corso del conflitto, poiché le strutture sanitarie sono state regolarmente e deliberatamente prese di mira dalle forze israeliane, con conseguente perdita di vite umane e danni alle infrastrutture. Invitiamo tutti i gruppi armati, così come le forze israeliane, a rispettare le strutture mediche e a garantire la protezione del personale e dei pazienti.
Per i motivi sopra citati, abbiamo interrotto il sostegno ai reparti di pediatria e maternità, compresa l’unità di terapia intensiva neonatale. Abbiamo anche sospeso fino a data da destinarsi le nostre attività di consulenza ambulatoriale, fisioterapia, terapia occupazionale, screening 3D delle ustioni e salute mentale.
Continueremo a sostenere alcune attività cruciali all’ospedale Nasser, tra cui i reparti di degenza e chirurgia per pazienti con lesioni ortopediche, traumatiche o ustioni, poiché in questi reparti la vita dei pazienti dipende interamente dalle nostre cure.
Ribadiamo il nostro impegno a collaborare con il Ministero della Salute e a richiedere la protezione degli ospedali e delle strutture sanitarie, compreso l’ospedale Nasser. Parallelamente, valuteremo i rischi per la neutralità di questi spazi e la sicurezza del nostro personale e dei pazienti, e pianificheremo le nostre attività mediche di conseguenza.
Purtroppo, al momento non possiamo confermare la ripresa di tutte le altre attività fino a quando non avremo ottenuto le garanzie necessarie. La nostra priorità rimane quella di garantire l’accesso sicuro e protetto all’assistenza medica per la popolazione di Gaza e di rispondere alle enormi esigenze umanitarie.