Repubblica Centrafricana: escalation di violenze e uccisione di civili. Morto anche un operatore.

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Denunciamo l’uccisione di uno dei membri del nostro personale medico a seguito di una sparatoria su un mezzo di trasporto pubblico nella città di Grimari nella prefettura di Ouaka, in Repubblica Centrafricana.

Il nostro collega era fuori servizio e viaggiava da Bambari a Bangui, quando improvvisamente sono scoppiati colpi di arma da fuoco. Coinvolti nella sparatoria diversi passeggeri, tutti i feriti sono stati trasportati in un vicino ospedale per ricevere cure mediche urgenti.

Abbiamo immediatamente inviato un’équipe medica da Bambari a Grimari per fornire un supporto tempestivo e trasferito cinque pazienti gravemente feriti, incluso il nostro collega, all’ospedale che supportiamo nella vicina città di Bambari.

Purtroppo, il nostro operatore non ce l’ha fatta a causa della gravità delle ferite.

Questo attacco armato a Grimari e l’uccisione del nostro collega sono un altro chiaro esempio dei costi umani delle violenze ricorrenti nella Repubblica Centrafricana. Ancora una volta i civili sono coinvolti nel fuoco incrociato di un conflitto mortale e sono vittime di un ciclo infinito di violenza. Siamo scioccati e profondamente rattristati per la scomparsa del nostro collega e porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici. Marcella Kraay Vicecapo missione MSF

Nelle ultime settimane in Repubblica Centrafricana sono aumentate le tensioni e le violenze legate al processo elettorale nazionale.

All’indomani del primo turno delle elezioni, le nostre équipe hanno continuato a fornire aiuti umanitari e medici alla popolazione di Bangui e nelle province.

Mentre la stragrande maggioranza dei servizi nel paese continuano a essere attivi, alcune attività sono state ridotte o sospese a causa del significativo aumento dei rischi per la sicurezza dei nostri pazienti e del personale.

Tra il 20 e il 30 dicembre le nostre équipe hanno ricevuto e curato più di 50 feriti di guerra bisognosi di cure chirurgiche a Bossangoa, 24 a Bangui e almeno una dozzina a Bambari.

Questo nuovo deterioramento del contesto della sicurezza complica ulteriormente il già estremamente limitato accesso di migliaia di centrafricani alle cure mediche essenziali, in un paese afflitto da uno stato di emergenza medica cronica.

Invitiamo tutti gli attori armati a facilitare il lavoro degli operatori sanitari per garantire la fornitura di cure mediche tempestive, a rispettare i loro obblighi di proteggere i civili e gli operatori umanitari, a rispettare le strutture sanitarie, le ambulanze, il personale medico, nonché i pazienti e i loro assistenti.

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