Siria quando non siamo testimoni diretti sul campo

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Siria  quando non siamo testimoni diretti sul campo

Nei nostri 46 anni di storia, abbiamo utilizzato la nostra presenza sul terreno e la prossimità con i pazienti per testimoniare e portare all'attenzione del mondo la situazione delle popolazioni colpite da malattie, disastri naturali e conflitti.

Il nostro modus operandi abituale è quello di fornire assistenza medica e aiuti umanitari direttamente attraverso il nostro staff, senza l’utilizzo di intermediari. Di solito, evitiamo anche l’utilizzo di terzi per raccogliere dati medici e condividere le testimonianze di pazienti e staff.

In contesti eccezionali, come la Cecenia o la Somalia in passato e oggi la Siria, quando il personale non può accedere ad un'area – per ragioni di sicurezza o perché l'accesso viene negato – ma i bisogni medici sono enormi e urgenti, abbiamo avviato progetti di supporto con partner o individui fidati, in collaborazione con associazioni mediche e gruppi di soccorso locali. In pratica, questo significa inviare farmaci e materiali medicali, e fornire supporto da remoto e consulenze mediche specialistiche attraverso le telecomunicazioni.

In Siria, ci siamo dovuti confrontare con una situazione eccezionale in molte aree del paese, che vedono un gran numero di persone intrappolate nelle aree assediate e nessuna possibilità di avere personale MSF sul campo per lunghi periodi di tempo. Ci sono alcune eccezioni laddove gestiamo direttamente con il nostro staff locale delle strutture mediche in aree controllate dall’opposizione.

In molte occasioni negli ultimi sette anni, le nostre equipe responsabili dei programmi di supporto hanno ricevuto informazioni su gravi difficoltà di accesso alle cure mediche, comunità alla fame, ospedali bombardati, personale medico ucciso e persino l’utilizzo di armi chimiche. L'estremo livello di violenza e il suo terribile impatto sulla popolazione siriana in alcuni casi ci hanno portato a denunciare sulla base di dati medici e testimonianze ricevute dai partner medici sul campo.

Questi dati sono spesso vaghi e possono risultare incoerenti. Le testimonianze sono difficili da verificare nelle aree assediate, dove le fonti di informazione alternative sono molto limitate. Per quanto possibile, le informazioni vengono verificate con cura e confrontate. Facciamo in modo di usare solo quelle provenienti da individui o gruppi di fiducia con cui ha collaborato, spesso quotidianamente, per mesi se non per anni.

Attraverso informazioni di questo tipo, per quanto imperfette, siamo venuti a conoscenza dell’immensa sofferenza delle persone intrappolate nel conflitto siriano. Quando queste informazioni hanno mostrato in modo inequivocabile gli estremi bisogni medici, in un contesto dove la protezione dell’azione medica, dei pazienti che supportiamo e dei principi umanitari che sosteniamo sono stati palesemente ignorati dalle parti in conflitto, a volte abbiamo scelto di comunicare.

Comunicare in questo modo, in un conflitto in cui l’aiuto umanitario viene utilizzato dalle parti in conflitto secondo la logica "con noi o contro di noi", costituisce un dilemma estremamente difficile per MSF. Nonostante questo abbiamo scelto di parlare quando le conseguenze mediche delle violenze incessanti, che ci sono state riferite, hanno mostrato sofferenze estreme o quando il personale e le strutture mediche sono stati attaccati direttamente.

Sapere è potere, così anche i dati medici più innocui possono essere strumentalizzati dalle parti in conflitto per favorire i propri obiettivi politici o militari. E spesso la storia che dobbiamo raccontare è tutt'altro che banale.

Sebbene la scelta di parlare pubblicamente venga sempre fatta considerando in primo luogo le conseguenze sulla popolazione che stiamo cercando di supportare, la veridicità di queste informazioni è stata messa in discussione quando le parti in conflitto hanno utilizzato i nostri report per ottenere vantaggi politici nei confronti della loro controparte. Una volta che le nostre dichiarazioni sono rese pubbliche, il modo in cui vengono utilizzate da altri attori è fuori dal controllo di MSF.

Anche le scelte relative alla raccolta di dati o testimonianze, il modo in cui le informazioni vengono individuate e i protocolli per garantire la qualità del processo sono complesse, variano di caso in caso e non sempre sono sotto il controllo di MSF. Con un controllo limitato sull'input e nessun controllo su come verranno utilizzate le informazioni, i rischi di manipolazione da parte delle parti in conflitto sono amplificati. La guerra di propaganda attorno alla crisi siriana non ha limiti. Non coinvolge solo attori locali, ma anche potenze globali con forti interessi. Le posizioni sono polarizzate e conflittuali, e qualsiasi informazione o dato è potenzialmente soggetto ad essere usato da tutte le parti per demonizzare i loro avversari.

Questo rischio di manipolazione e distorsione dei dati esiste anche quando le nostre equipe sono presenti sul campo. Tuttavia, in quei casi, possiamo assumerci la piena responsabilità nel nostro tentativo di utilizzare dati e storie per parlare della realtà delle nostre operazioni e avere un maggiore controllo perché non siano indeboliti da nessuna particolare agenda politica o militare. Quando i dati medici e le testimonianze non sono nostre, è più difficile garantirlo.

L'ambizione di essere vicini ai nostri pazienti resta al centro del nostro modello operazionale, ma l'obiettivo ultimo di MSF è assistere le persone in condizioni di disperato bisogno. Parlare sulla base di informazioni esterne ma attendibili a volte è l'unico modo per farlo. L’utilizzo di queste informazioni porta con sé una grande responsabilità e l'organizzazione dovrebbe sempre indicare chiaramente la provenienza delle informazioni e come sono state verificate.

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