Somalia: liberi gli operatori umanitari di MSF

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Médecins Sans Frontières (MSF) conferma che i tre operatori umanitari di MSF e due ufficiali dell'ONU si trovano al sicuro nel nord di Mogadiscio, Somalia. MSF sta preparando un piano di evacuazione per portarli a Nairobi, entro la giornata.

Dopo due ore di spari alla sede di MSF dalle 9 alle 11 di ieri, i tre volontari di MSF e due ufficiali delle Nazioni Unite sono stati portati a Karaan, nel nord della città di Mogadiscio. Dall'inizio, MSF ha saputo che appena la sicurezza lo avrebbe permesso i 5 sarebbero stati liberi di andare. MSF non ha mai ritenuto si trattasse di un sequestro.

A causa delle sparatorie nell'area, non è stato loro possibile muoversi dalla casa di Karaan fino alla scorsa notte quando la situazione si è calmata. Alle 2 del mattino, il responsabile della sicurezza ha potuto organizzare lo spostamento dei 5 ad un luogo più sicuro.

Al telefono da Mogadiscio, i nostri operatori – due spagnoli e un francese – ci hanno detto di stare bene. MSF ha avuto anche la conferma che gli oltre 20 somali collaboratori dell'organizzazione, intrappolati anche loro ieri dalla sparatoria, stanno bene. MSF non ha conferme della posizione degli altri ufficiali dell'ONU.

I tre volontari MSF e i 6 ufficiali ONU si trovavano riuniti ieri nella sede di MSF per discutere dell'epidemia di colera in corso nel paese e dei piani per una campagna di vaccinazioni e stavano andando a visitare il campo colera quando il nostro ufficio è stato circondato e attaccato. I tre operatori di MSF e due ONU sono stati portati a Karaan mentre gli altri 4 ONU altrove.

MSF è un'organizzazione internazionale umanitaria neutrale che porta assistenza alle popolazioni in pericolo senza discriminazioni di razza, etnia, sesso o religione.

MSF lavora in Somalia dall'inizio della guerra civile nel 1991 e a Mogadiscio dal 1992. Ci sono attualmente 16 operatori internazionali di MSF nel paese. Ogni anno, MSF cura circa 80.000 persone nel centro di salute Yaqshid di Mogadiscio nord. Dallo scoppio dell'epidemia di colera a gennaio, MSF ha trattato una media di 35 pazienti per settimana a Mogadiscio nord. Nel resto del paese, MSF è presente con programmi di assistenza sanitaria a Huddur, Giowhar, Aden Yabal e Galkayo.

 

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