Sud Sudan: la pace amara.

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Lungo il Nilo c’è una pace amara

Attacchi, sia da terra che aerei, su città e villaggi hanno sterminato gli abitanti mentre altri sono morti per assideramento, sete, malnutrizione, epidemie e una serie di malattie prevenibili. Si stima che oltre due milioni di persone siano morte nel Sud Sudan. Oggi dopo lunghe trattative l’accordo di pace ha fatto aumentare la speranza che le sofferenze siano finalmente giunte a una conclusione.

La fine dei combattimenti ha effettivamente portato un certo grado di stabilità in molte parti del Sudan meridionale, dando alla gente l’opportunità di tornare a casa dopo decenni di esilio, di ricostruirsi la vita e di godersi la pace e la salute, cose che la maggior parte della popolazione del sud non aveva mai conosciuto.

Tuttavia, malgrado le vaste risorse petrolifere presenti nel sottosuolo, in aree molto ampie delle regioni mancano l’elettricità, i ponti e persino le strade: questo è uno dei paesi meno sviluppati della terra. Ben poco è cambiato se si prende in considerazione la salute delle popolazioni del Nilo superiore, una regione particolarmente colpita dal conflitto. La gente dice a Medici Senza Frontiere (MSF) che le cose vanno meglio, che apprezzano il fatto che la situazione della sicurezza sia migliorata anche se continuano a morire per la scarsità di cibo, di acqua potabile e per malattie come la diarrea, la malaria, la tuberbolosi e il kala azar. In sintesi, c’è un enorme carico di malattie che colpisce questa popolazione, e per la maggior parte sono prevenibili o facilmente curabili, alcune necessiterebbero di programmi sanitari secondari e tuttavia la loro mole schiaccia i servizi presenti sul posto. E anche se la regione è in crescita, i mercati si ingrandiscono con nuovi prodotti e la gente ritorna dal nord o dall’estero, la pace è stata caratterizzata da un allarmante immobilismo in termini di risposta a questi bisogni sanitari.

 

Le cliniche di MSF presenti nel Nilo superiore lavorano a pieno ritmo per fornire cure sanitarie di base alla popolazione, tuttavia riescono appena a raggiungere una porzione minima della popolazione. A oggi solo poche altre agenzie umanitarie stanno progettando di aumentare le loro attività sanitarie. Ci vuole molta più azione se non altro per fornire l’assistenza medica più essenziale. È estremamente importante sfruttare l’opportunità offerta dall’accordo di pace per porre fine alle sofferenze della popolazione del Nilo superiore.

Leggi le storie di: Koch, Lankien, Ler.

 

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